Voucher aboliti dal governo. Cisl: ora politiche per il lavoro

2017-03-17 Radio Vaticana

Via libera del Consiglio dei ministri al decreto legge per l'abolizione dei voucher. Per il premier Paolo Gentiloni "lo strumento si era deteriorato e non era uno strumento attraverso il quale, se non per situazione molto specifiche, si poteva dare una risposta efficiente e moderna". Salterebbe quindi il referendum voluto dalla Cgil. Sul lavoro accessorio nelle prossime settimane partirà un confronto con le parti sociali. I particolari da Alessandro Guarasci:

Nel 2015 sono stati venduti 115 milioni di voucher e al primo semestre 2016 erano circa 70 milioni. Uno strumento che inizialmente doveva introdurre maggiore flessibilità nel mercato del lavoro, per i lavori saltuari, ma di cui poi si è abusato a fronte di controlli scarsi. Di qui la decisione della Cgil di indire un referendum, decisione a cui ieri ha risposto la maggiorana in Commissione lavoro alla Camera, proponendo l’abolizione dei voucher. I sindacati però su questo sono divisi. La Cgil spingeva appunto per l'abolizione, la Uil chiedeva norme certe per il lavoro accessorio, la Cisl proneva una modifica della normativa. Gigi Petteni, segretario confederale Cisl:

“La Cisl ha in campo delle proposte, quelle delle politiche attive. Quando un persona perde il posto di lavoro non va lasciata da sola. È una vergogna che oggi il nostro Paese ancora non abbia un sistema adeguato in questa direzione. Dobbiamo investire sulla formazione delle persone, dobbiamo correggere i tirocini quando i nostri giovani vengono utilizzati in modo non adeguato alla loro crescita formativa. La Cisl ha le proposte in campo se vogliamo fare sul serio, se vogliamo assumere la sfida del lavoro, se vogliamo alzare il livello qualitativo del lavoro”.

I voucher sono stati utilizzati anche nel lavoro domestico. E questo “non può essere considerato un lavoretto”, dice il vicepresidente del sindacato Assindatcolf Andrea Zini:

“Esistono in Italia 2 milioni, 2 milioni e 100 di rapporti di lavoro domestico, di cui solamente 900 mila regolari. Quindi questo ci dice che in questo periodo i voucher non hanno dato nessun frutto, o se ne hanno dati, molto molto pochi, all’emersione del lavoro nero".

Preoccupazione tra gli agricoltori. Claudia Merlino, responsabile organizzazione della Confederazione Italiana Agricoltori (Cia):

"Sicuramente è una decisione totalmente deludente, perché va ad abolire uno strumento marginale che non riguarda la stragrande maggioranza dei rapporti di lavoro in agricoltura ma sicuramente andava incontro a quelle situazioni di prestazioni occasionali che ci sono nel nostro settore. Nel 2008, come settore agricolo abbiamo sperimentato per la prima volta i voucher. Andarono molto bene sulla vendemmia in particolare. È chiaro che i voucher intercettavano un’esigenza".

Un problema per 50 mila lavoratori, soprattutto studente, pensionati o cassa integrati che contavano sul lavoro occasionale nei campi. Ancora Merlino:

"Proprio per i lavoratori potrebbe essere una forte penalizzazione. Consideri che in agricoltura i voucher vengono utilizzati per categorie molto specifiche; parliamo di studenti, di pensionati, di gente in cassa integrazione, disoccupati, … Sono quelle figure che in qualche modo non sono nel mercato del lavoro o ne sono uscite – sono figure deboli – che dal primo gennaio 2018 non avranno nemmeno questa possibilità minima di integrazione, di un reddito, tra l’altro laddove questo ci sia".

(Da Radio Vaticana)