​Voto unanime del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite- Nuove sanzioni alla Corea del Nord

2017-09-12 L’Osservatore Romano

All’unanimità, il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite ha votato nella notte le nuove sanzioni contro la Corea del Nord, in risposta all’ultimo test nucleare del regime comunista di Pyongyang dello scorso 3 settembre. La risoluzione adottata da tutti e quindici i paesi membri mette proibisce le esportazioni di prodotti tessili nordcoreano e, soprattutto, limita le forniture di petrolio e gas al regime di Kim Jong Un, fatta eccezione per una quantità da impiegare per il sostentamento della popolazione. «La Corea del Nord non ha ancora passato il punto di non ritorno», ha detto l’ambasciatore statunitense all’Onu, Nikki Haley, precisando che Washington «non cerca la guerra con Pyongyang». «Oggi — ha aggiunto — stiamo dicendo che il mondo non accetterà mai una Corea del Nord armata di nucleare», ha precisato Haley, sottolineando quanto l’alleanza stretta dal presidente, Donald Trump, con il leader cinese, Xi Jinping, sia stata cruciale per scongiurare veti in Consiglio. Inizialmente, gli statunitensi avevano messo sul tavolo un progetto di sanzioni economiche decisamente più duro che comprendeva anche il completo embargo petrolifero e il congelamento dei beni di Kim. Provvedimenti sui quali Cina e Russia avevano manifestato scetticismo. Alla vigilia della riunione del Consiglio di sicurezza, Pyongyang aveva minacciato ritorsioni nel caso di un inasprimento delle sanzioni, promettendo agli Stati Uniti «le peggiori sofferenze della sua storia». Il nuovo pacchetto di sanzioni comporterà una sforbiciata del 30 per cento all’import di petrolio nella Corea del Nord, tagliando del 55 per cento i prodotti raffinati forniti al paese asiatico. Una misura che, combinata con le altre restrizioni Onu (su carbone, tessile, ferro e prodotti ittici) mette al bando il 90 per ecnto dell’export dichiarato nordcoreano, pari 2,7 miliardi di dollari. A Pyongyang sarà poi impedito l’export di tutti i prodotti tessili, la seconda voce delle esportazioni dopo il carbone, bloccato dall’Onu con la risoluzione di condanna del 5 agosto.