Vescovi Guatemala: incendio dell’8 marzo evento abominevole

2017-03-16 Radio Vaticana

I vescovi del Guatemala hanno espresso in un messaggio, incentrato sulla situazione del Paese, profondo dolore e vicinanza per il drammatico incendio avvenuto lo scorso 8 marzo in una casa di accoglienza statale. La tragedia, costata la vita ad oltre 30 bambine e adolescenti, è stata ricordata domenica scorsa da Papa Francesco all’Angelus: “Esprimo la mia vicinanza – aveva detto il Santo Padre - al popolo del Guatemala che vive in lutto per il grave e triste incendio scoppiato all’interno della Casa Refugio Virgen de la Asunción causando vittime e ferite tra le ragazze che vi abitavano”.

I vescovi chiedono che vengano accertate le responsabilità
Nel messaggio i presuli chiedono che vengano accertate le responsabilità di questa disgrazia, che definiscono “non un semplice incidente” ma un “evento abominevole”. Un evento “che non doveva accadere e che non potrà ripetersi nuovamente”. L'incendio - sottolinea il presidente della Conferenza episcopale del Guatemala, mons. Gonzalo de Villa y Vásquez -  è stata "la tragica fine di una situazione irregolare che tante volte era stata denunciata”. Nel documento – ripreso dall’agenzia Sir – i vescovi guatemaltechi ricordano anche "i gravi danni sofferti da tante giovani che avrebbero dovuto trovare in tale centro la sicurezza, il rispetto, l’assistenza e l’orientamento che non avevano avuto nella loro famiglia e nella società”.

I giovani sono il tesoro della Chiesa e della società
Il messaggio richiama poi al valore della gioventù per tutta la società e fa presente che l’attenzione alle giovani generazioni inizia dalla famiglia. La gioventù – scrivono i presuli - è il tesoro della Chiesa, della società. Sono non solo il futuro, ma il presente del Guatemala. I vescovi chiedono infine un’adeguata realizzazione delle riforme costituzionali dalle quali dipende il superamento dell’ impunità e della corruzione in Guatemala. L’obiettivo dev’essere “la costruzione di un vero e proprio Stato di diritto, con un adeguato sistema giudiziario”. (A.L.)

(Da Radio Vaticana)