Vescovi Congo: rinvio elezioni, causa principale della crisi

2017-03-17 Radio Vaticana

Sono 240 i centri d’iscrizione elettorale del Nord-Ubangi, nella Repubblica Democratica del Congo, visitati dai 14 osservatori formati dalla Commissione Giustizia e Pace della Conferenza episcopale. Lo ha reso noto il secondo segretario generale aggiunto della Cenco, p. André Masinganda, che ha illustrato martedì scorso il rapporto della Missione d’osservazione elettorale della Commissione episcopale Giustizia e Pace (CEJP). Dal 28 aprile al 6 novembre dello scorso anno, hanno ricevuto la visita degli osservatori 240 centri d’iscrizione (il 58,3 per cento; in totale i centri sono 412). Nel rapporto emerge la preoccupazione per le conseguenze che i recenti fatti di cronaca possono provocare sul processo elettorale: “La recrudescenza dell’insicurezza in diversi angoli del Paese rischia di ritardare l’operazione di iscrizione degli elettori – si legge nel documento –. E’ assai urgente che il governo, la Commissione elettorale nazionale indipendente (Ceni) e anche la Monusco collaborino … per dar vita ad un piano di sicurezza nei centri d’iscrizione che si trovano nelle zone interessate da questa situazione”.

Il rinvio delle elezioni e l’attuale crisi politica nel Paese
I vescovi, riferisce Le Potentiel, temono che il rinvio delle elezioni - che erano attese entro dicembre 2016 – costituisca la causa principale della crisi politica che il Paese sta attraversando e che trovi giustificazione nella mancanza di un registro elettorale affidabile e credibile, dato che le liste elettorali non vengono aggiornate dal 2011. Gli osservatori elettorali, riferisce un comunicato pubblicato sul portale della Cenco, hanno comunque riscontrato che nel 99,6 per cento i centri elettorali erano operativi e che i loro punti deboli riguardano in particolare l’educazione civica, l’informazione degli elettori, la sicurezza e la registrazione degli elettori.

Obiettivo della Cenco per la trasparenza nel processo elettorale formare 30 mila osservatori
P. Clément Makiobo, segretario esecutivo della CEJP, ha spiegato che la Conferenza episcopale ha formato 15 mila osservatori e che l’obiettivo e di arrivare a 30 mila. Ha aggiunto, inoltre, che la CEJP sta lavorando al fianco della Ceni e che attraverso la pubblicazione di questo primo rapporto sull’operato degli osservatori elettorali, la Conferenza episcopale nazionale del Congo sta apportando il proprio contributo perché la gente abbia fiducia nel processo elettorale in corso e perché emerga trasparenza.

Il presidente della Ceni ha dichiarato che il registro elettorale sarà pronto entro luglio
“Il popolo ha diritto di sapere se il processo elettorale è valido” ha dichiarato il presule. La Commissione Giustizia e Pace della Conferenza episcopale ha comunque assicurato il suo supporto al processo elettorale contribuendo all’educazione civica, all’osservazione elettorale e alla prevenzione dei conflitti elettorali. L’obiettivo è che il processo elettorale si svolga serenamente e venga meno la crisi politica. Corneille Nangaa, presidente della Commissione elettorale nazionale indipendente (Ceni), ha affermato che il lavoro della Conferenza episcopale sta contribuendo a dare credibilità alla Ceni, mentre “nemica del processo elettorale è la mancanza di credibilità al processo” stesso. Quanto al registro elettorale, Nangaa ha dichiarato che sarà pronto entro luglio. (A cura di Tiziana Campisi)

(Da Radio Vaticana)