Vescovi Canada: compagnie minerarie minacciano indigeni e ambiente

2017-08-12 Radio Vaticana

“Non possiamo accettare il comportamento immorale di alcune compagnie minerarie canadesi che, in America Latina o in altre parti del mondo, con la scusa della mancanza di quadri normativi, si sottraggono alle proprie responsabilità etiche”: è uno dei passaggi forti della lettera scritta da mons. Douglas Crosby, presidente della Conferenza episcopale del Canada. La missiva è stata inviata al primo ministro del Paese, Justin Trudeau, per richiamare l’attenzione sugli effetti nocivi che il settore estrattivo minerario canadese provoca in altri Paesi del mondo.

In particolare, il presule richiama le gravi conseguenze dell’attività industriale sulle popolazioni locali, soprattutto quelle indigene, e sull'ambiente. “Non possiamo restare indifferenti al grido dei poveri o alle conseguenze del degrado della nostra casa comune”, ribadisce il presidente dei vescovi canadesi. Per questo, mons. Crosby indica un elenco di priorità che il governo dovrebbe affrontare prima che sia troppo tardi: tra queste, l’istituzione della figura di un difensore civico che monitori ed analizzi le denunce ricevute dalle compagnie minerarie del Canada all’estero.

Centrale anche la richiesta che “le violazioni del diritto ambientale e dei diritti umani da parte delle compagnie minerarie canadesi all’estero siano giudicate dalla legge canadese”, così come l’auspicio che venga approvato un quadro normativo specifico per i progetti estrattivi. Infine, mons. Crosby chiede “la fine dei negoziati per gli accordi di libero scambio e di investimento che promuovono le industrie minerarie del Canada a scapito delle persone e dell’ambiente e che servono agli investitori stranieri per proteggere i propri investimenti e sfuggire alle loro responsabilità in caso di abuso”. (I.P.)

(Da Radio Vaticana)