Vescovi Belgio: condividiamo l'angoscia del Paese

2016-03-22 Radio Vaticana

Costernazione per gli attacchi a Bruxelles la esprime la Conferenza episcopale belga. I presuli, si legge in una nota, “condividono l'angoscia di migliaia di viaggiatori e le loro famiglie, gli addetti all'aviazione e le équipe di soccorso che si ritrovano ancora una volta in prima linea”. I vescovi affidano dunque alla preghiera "tutta questa nuova situazione drammatica, in particolare le vittime". Ai nostri microfoni, le testimonianze di tre giovani ragazzi italiani raggiunti telefonicamente a Bruxelles subito dopo le esplosioni, quando anche loro erano a lavoro e nei luoghi di studio. Voci e emozioni a caldo, raccolte da Maria Laura Serpico:

R. – Sono rimasta bloccata in ufficio perchè hp saputo della seconda esplosione di Maelbeek in quanto il mio ufficio è a duecento metri; quindi un mio collega è entrato in ufficio in stato di shock urlando semplicemente: “Sangue! Maelbeek! Bomba! Chiamate un'ambulanza!”. Ho chiamato l’ambulanza, ma le linee erano completamente intasate, quindi evidentemente qualcuno aveva già chiamato. I miei colleghi sono andati a portare soccorsi e acqua alla metro che è vicina al mio ufficio. Hanno raccontato di scene di inferno sulla Terra: sangue, fumo, gente sporca di sangue, … É stata una catastrofe, quindi c’è tantissimo shock. Non credo ci fosse una grandissima allerta questa volta o comunque non più di altre volte. 

R.  –  C’era un clima generale di maggiore tranquillità in questo periodo. Evidentemente le persone che hanno fatto queste cose hanno sfruttato anche questa illusione che si era creata. Per quanto riguarda le autorità ho ricevuto sul mio cellulare un sms dal Ministero degli Esteri in cui era scritto di evitare spostamenti per il momento... Ho letto sul sito della Farnesina un comunicato in cui si invitano tutti gli italiani a non spostarsi.

R. - La gente è spaventata per i propri amici, i propri cari che si trovavano nei luoghi delle esplosioni. Soprattutto i giovani cercano di pensare a non spaventarsi e a continuare a vivere. 

(Da Radio Vaticana)