Venerdì Santo, Francesco celebra la Passione e la Via Crucis

2016-03-25 Radio Vaticana

La Chiesa fa memoria e rivive lungo il Venerdì Santo le ore del sacrificio di Cristo. Due, come di consueto, sono gli appuntamenti che vedranno in questo giorno protagonista il Papa. Alle 17 Francesco sarà nella Basilica di San Pietro per la Celebrazione della Passione del Signore, con la riflessione offerta da padre Raniero Cantalamessa. Poi, alle 21.15, di fronte alle arcate del Colosseo per il rito della Via Crucis in diretta mondovisione, guidato con la folla dalle meditazioni del cardinale arcivescovo di Perugia, Gualtiero Bassetti. Il servizio di Alessandro De Carolis:

Il confronto tra il Giusto e il giustiziere. Comincia così la storia che racconta ogni Via Crucis. Gesù contro Barabba e in mezzo Pilato, l’uomo che “arriva, forse, fin sulla soglia della verità” ma “sceglie di non varcarla”, perché “tra la vita e la verità, sceglie la propria vita” e “tra l’oggi e l’eternità, sceglie l’oggi”, come scrive il cardinale Gualtiero Bassetti nelle sue meditazioni per la Via Crucis al Colosseo di quest’anno.

L’“immane prezzo”
È la storia di ogni Venerdì Santo, che passa di pietra in pietra la Via Dolorosa, e per 14 volte si ferma a pregare e a pensare all’“immane prezzo” pagato dal Figlio di Dio per riscattare i figli degli uomini, disse lo scorso anno Papa Francesco al termine del rito al Colosseo:

“In te venduto, tradito e crocifisso dalla tua gente e dai tuoi cari, noi vediamo i nostri quotidiani tradimenti e le nostre consuete infedeltà (...) Nel tuo viso schiaffeggiato, sputato e sfigurato, noi vediamo tutta la brutalità dei nostri peccati (...) Nel tuo corpo scarnificato, squarciato e dilaniato, noi vediamo i corpi dei nostri fratelli abbandonati lungo le strade, sfigurati dalla nostra negligenza e dalla nostra indifferenza”. (Papa Francesco, Via Crucis al Colosseo – 3 aprile 2015)

Fece rumore l’espressione che usò il Papa, “silenzio complice”, la cortina dietro la quale si consumano continuamente le persecuzioni contro i cristiani senza che spesso nessuno muova un dito. Ma tutta la liturgia dissemina lungo le ore del Triduo istanti che scuotono l’inerzia e i compromessi che si stratificano sulla fede durante un anno. Per esempio, non lascia indifferenti, durante la celebrazione della Passione in San Pietro, la figura del Papa che si prostra faccia a terra, così simile a quella di Gesù con la faccia per tre volte tra i sassi e la polvere che portano fino al Golgota.

Credere sempre nel perdono di Dio
Ma tutto, in quei metri e in quei minuti di strazio fino all’ultimo respiro sulla Croce, racconta anche una storia di amore, immane quanto il prezzo del sangue. “L’uomo che cade, e che contempla Dio che cade – scrive ancora il cardinale Bassetti – è l’uomo che finalmente può ammettere la propria debolezza e impotenza senza più timore e disperazione”, proprio perché Dio “l’ha provata” nel suo Figlio:

“Insegnaci che il Venerdì Santo è strada verso la Pasqua della luce; insegnaci che Dio non dimentica mai nessuno dei suoi figli e non si stanca mai di perdonarci e di abbracciarci con la sua infinita misericordia. Ma insegnaci anche a non stancarci mai di chiedere perdono e di credere nella misericordia senza limiti del Padre”. (Papa Francesco, Via Crucis al Colosseo – 3 aprile 2015)

(Da Radio Vaticana)