VATICANO - Papa Francesco: l'annuncio del Vangelo non è “proselitismo”. Solo lo Spirito Santo “attira” e converte i cuori

Roma – L'annuncio del Vangelo “non è proselitismo”. La Chiesa cresce “per attrattiva”. E a esercitare l'attrattiva che può cambiare e convertire i cuori non sono le nostre “spiegazioni apologetiche” e i nostri sforzi di “convincere” gli altri con parole e ragionamenti, ma solo lo Spirito Santo che “lavora” nella testimonianza di quelli che vivono il Vangelo. Lo ha ripetuto Papa Francesco, in una risposta rilasciata nel corso del dialogo coi giornalisti presenti sul volo che lo riportava dal Bangladesh a Roma. In poche battute, Papa Francesco ha riproposto la dinamica con cui si comunica il Vangelo, e che connota anche ogni autentica esperienza missionaria.
Nell'incontro ad alta quota con gli operatori dei media che avevano seguito il viaggio papale in Myanmar e Bangladesh, un giornalista francese aveva rimarcato il fatto che “alcuni oppongono il dialogo interreligioso e l’evangelizzazione” e aveva chiesto al Papa di indicare quale fosse a suo giudizio la “priorità” tra evangelizzare e dialogare per la pace, considerando anche il fatto che “evangelizzare significa suscitare conversioni, che provocano tensioni tra credenti”.
Papa Francesco, nella sua risposta, ha attestato che proprio la modalità sacramentale con cui si comunica la fede rende artificiosa ogni contrapposizione posticcia tra annuncio evangelico e apertura al dialogo con tutti, compresi gli appartenenti alle grandi tradizioni e comunità religiose. "Innanzitutto – ha rimarcato il Papa, introducendo una distinzione a lui cara - evangelizzare non è fare proselitismo. La Chiesa - ha aggiunto l'attuale Vescovo di Roma - cresce non per proselitismo ma per attrazione, cioè per testimonianza, come ha spiegato Benedetto XVI. L'evangelizzazione – ha proseguito il Successore di Pietro è “Vivere il Vangelo e testimoniare come si vive il Vangelo: le beatitudini, il capitolo 25° di Matteo, testimoniare il Buon Samaritano, il perdono settanta volte sette. E in questa testimonianza, - ha messo in risalto Papa Bergoglio - lo Spirito Santo lavora e ci sono delle conversioni”. La conversione non è l'effetto di propagande insistenti, ma opera dello Spirito Santo. Se le conversioni avvengono – ha proseguito il Papa – esse rappresentano “ la risposta a qualcosa che lo Spirito ha mosso nel cuore davanti alla testimonianza del cristiano”.
Per dare un'immagine concreta di come si annuncia e si offre a tutti la liberazione portata da Cristo, Papa Francesco ha raccontato la risposta da lui fornita a un giovane che a Cracovia, in occasione della Giornata mondiale della Gioventù. gli aveva chiesto suggerimenti su cosa dire a un compagno di università ateo per convertirlo: “gli ho risposto: l’ultima cosa che devi fare è “dire” qualcosa. Tu vivi il tuo Vangelo, e se lui ti domanda perché fai questo, allora spiegagli e lascia che lo Spirito santo lo attiri. Questa – ha concluso il Papa - è la forza e la mitezza dello Spirito Santo nelle conversioni. Non è un convincere mentalmente con spiegazioni apologetiche, siamo testimoni del Vangelo”. Papa Francesco ha ricordato che in greco la definizione di “testimone” coincide con quella di “martire”, e la testimonianza dell'opera della grazia può manifestarsi con “il martirio di tutti i giorni e anche quello del sangue, quando arriva”. Poi tornando alla richiesta di indicare cosa sia prioritario tra evangelizzazione e dialogo per la pace, il Papa ha concluso che “Quando si vive con testimonianza e rispetto, si fa la pace. La pace comincia a rompersi quando comincia il proselitismo”. .