Un testo pastorale- Il Papa ai giornalisti dopo l’incontro con Cirillo

2016-02-13 L’Osservatore Romano

Durante il volo verso Città del Messico il Papa ha parlato con i giornalisti dell’incontro con Cirillo. Di seguito la trascrizione delle sue parole.

Buonasera.

Credo che con la Dichiarazione che avete ricevuto [la Dichiarazione comune con il Patriarca Kirill], avete lavoro per tutta la notte e per domani pure! Per questo non facciamo domande e risposte. Ma vorrei dirvi i miei sentimenti.

Prima di tutto, il sentimento di accoglienza e di disponibilità del presidente Castro. Io avevo parlato con lui di questo incontro, l’altra volta, ed era disposto a fare tutto e abbiamo visto che ha preparato tutto per questo. E bisogna ringraziare per questo.

Secondo: con il Patriarca Kirill. È stata una conversazione tra fratelli. Punti chiari, che preoccupano tutti e due, ne abbiamo parlato. Con tutta franchezza. Io mi sono sentito davanti a un fratello, e anche lui mi ha detto lo stesso. Due vescovi che parlano della situazione delle loro Chiese, per prima cosa; e in secondo luogo, sulla situazione del mondo, delle guerre, guerre che adesso rischiano di non essere tanto “a pezzi”, ma che coinvolgono tutto; e della situazione dell’Ortodossia, del prossimo Sinodo panortodosso... Ma io vi dico, davvero, sentivo una gioia interiore che era proprio del Signore. Lui parlava liberamente e anche io parlavo liberamente. Si sentiva la gioia. I traduttori erano bravi, tutti e due. È stato un colloquio “a sei occhi”: il Patriarca Kirill, io, Sua Eminenza il Metropolita Hilarion e Sua Eminenza il Cardinale Koch, e i due traduttori. Ma con tutta libertà. Parlavamo noi due, e gli altri se si faceva loro qualche domanda.

Terzo, si è fatto un programma di possibili attività in comune, perché l’unità si fa camminando. Una volta io ho detto che se l’unità si fa nello studio, studiando la teologia e il resto, forse verrà il Signore e ancora noi staremo facendo l’unità. L’unità si fa camminando, camminando: che almeno il Signore, quando verrà, ci trovi camminando.

Poi abbiamo firmato questa Dichiarazione che voi avete in mano: ci saranno tante interpretazioni, tante. Ma se c’è qualche dubbio, padre Lombardi potrà dire il vero significato della cosa. Non è una Dichiarazione politica, non è una Dichiarazione sociologica, è una dichiarazione pastorale, anche quando si parla del secolarismo e di cose esplicite, della manipolazione biogenetica e di tutte queste cose. Ma è pastorale: di due vescovi che si sono incontrati con preoccupazione pastorale. E io sono rimasto felice. Adesso mi aspettano 23 km di papamobile aperta...

Vi ringrazio tanto per il vostro lavoro: fate quello che potete! Grazie tante, grazie.