Un libro sui 30 anni di "spirito di Assisi", tra storia e profezia

2017-02-09 Radio Vaticana

Poco più di trent’anni fa, nell’ottobre del 1986, San Giovanni Paolo II ebbe l’intuizione di riunire ad Assisi i leader di tutte le religioni in nome della pace nel mondo. Da allora si sono svolti altri quattro incontri, l’ultimo dei quali lo scorso settembre con Papa Francesco. Il libro “Pace, in nome di Dio. Lo spirito di Assisi tra storia e profezia”, scritto dal vaticanista di Tv 2000 Paolo Fucili, ne racconta la genesi e gli sviluppi. Il volume, pubblicato da Tau Edizioni, è stato presentato ieri a Roma. Il servizio di Michele Raviart:

Mai prima del 27 ottobre dell’86 gli esponenti delle più diffuse religioni del mondo si erano ritrovati insieme nello stesso luogo. L’occasione per gli oltre sessanta partecipanti fu la Giornata mondiale di preghiera per la pace, indetta da Giovanni Paolo II ad Assisi. Lontano da ogni sincretismo religioso – una delle critiche mosse all’evento - l’incontro di Assisi aveva tra i suoi presupposti il dialogo ecumenico e la dichiarazione Nostra Aetate  del Concilio Vaticano II. Si calava in un contesto, quello della Guerra fredda, in cui la religione era in secondo piano nel dibattito pubblico e in cui la parola “pace” era più nominata dai regimi comunisti, che Papa Wojtyla ben conosceva, che dal mondo occidentale. Spiega Paolo Fucili, autore del volume:

“Chiaramente oggi il vissuto religioso riveste un’importanza che 30 anni fa non aveva. Per scrivere questo libro ho consultato anche giornali dell’epoca. C’è una cosa che mi ha sorpreso: oggi come oggi chiunque metterebbe in prima pagina un evento del genere, sarebbe la prima notizia del giorno. C’erano giornali, il giorno dopo, il 28 ottobre dell’86 dove per trovare la cronaca dell’evento di Assisi dovevi andare a pagina 3, 4, se non 5 addirittura… La religione chiaramente oggi ha acquisito un’altra importanza”.

L’audacia del gesto di Giovanni Paolo II, che aveva progressivamente ampliato la partecipazione a quello che aveva originariamente immaginato come un incontro fra i soli cristiani, rivelerà la sua fondatezza negli anni successivi, come spiega Mario Marazziti, portavoce della Comunità di S.Egidio, presente ad Assisi e che ogni anno organizza incontri internazionali di preghiera per la Pace:

“Nell’86 era il tempo della Guerra Fredda, si parlava ancora di guerra nucleare e le minacce di guerra erano molto forti. Dunque San Giovanni Paolo II ebbe questa intuizione profetica di richiamare la responsabilità non solo dei cattolici ma di tutti i cristiani e di tutte le religioni a lavorare e soprattutto a pregare per la pace. L’intuizione di Giovanni Paolo II è stata fondamentale se pensiamo agli anni successivi, quantomeno quando c’è stato uno sfruttamento dei temi religiosi per giustificare la violenza terrorista. E qui nuovamente lo spirito di Assisi entra in campo per dire che la vera anima delle religioni è la pace, il vero DNA delle religioni - del cristianesimo, dell’islam, dell’ebraismo, delle religioni orientali - è la pace”.

Giovanni Paolo II organizzò ad Assisi altri due incontri di dialogo interreligioso nel 1993 e nel 2002, così come Benedetto XVI nel 2011 e Francesco lo scorso 20 settembre. Ognuno di questi Pontefici ha portato il suo contributo allo “spirito di Assisi”. Ancora Paolo Fucili:

R.  – In qualche modo ogni Papa ha dato un po’ la sua coloritura. Mi viene in mente la giornata del 2011 con Benedetto XVI, in cui ha invitato anche rappresentanti del mondo della cultura, atei, agnostici … Questo per sottolineare che la ricerca della pace è qualcosa che riguarda tutta la famiglia umana. Si può dire che tutto il Pontificato di Francesco è un Pontificato in cui c’è stato grandissimo spazio per i temi del dialogo. Quello che penso abbia aggiunto lui è stata la sua figura, la sua capacità di tessere rapporti umani molto spontanei, molto cordiali, quindi chissà che non si possa ripetere questo incontro.

(Da Radio Vaticana)