Trump: Stati Uniti fuori dall’accordo Onu sulle migrazioni

2017-12-03 Radio Vaticana

di Roberta Barbi

Apertura alla possibilità di un’aliquota al 22 per cento per le imprese e via gli Stati Uniti dalla Dichiarazione di New York: queste le ultime decisioni prese dal presidente Usa, Donald Trump, in tema di politica interna ed estera.

Nel corso delle ultime trattative in Senato, il numero uno della Casa Bianca, dopo aver insistito su tasse al 20 per cento alle aziende per rilanciare la competitività, non ha però del tutto escluso un aumento della pressione fiscale per finanziare maggiori sgravi alle famiglie con figli.

Intanto attraverso l’ambasciatrice americana all’Onu, Nikki Haley, il Paese si sfila dall’accordo con le Nazioni Unite per un’immigrazione sicura: il Global Compact on Migration, firmato nel settembre dello scorso anno. “Non è in linea con le politiche per l’immigrazione e i rifugiati dell’amministrazione Trump" - è stata la spiegazione fornita – poiché "l’approccio globale non è compatibile con la sovranità americana”.

E dopo 24 ore di silenzio, Trump è tornato a parlare anche del caso Michael Flynn, suo ex consigliere per la Sicurezza nazionale, che si è impegnato a collaborare alle indagini sul cosiddetto Russiagate. “Nessuna collusione – twitta il presidente Usa – le sue azioni durante la transizione erano legali”. Trump ha infine aggiunto di essere tranquillo su quello che Flynn potrebbe rivelare e sottolinea di averlo licenziato “perché ha mentito al vicepresidente dell’Fbi”.

Infine il Capo di Stato americano, da New York dove è volato per una serie di raccolte fondi per i repubblicani, si è congratulato con il network AB,  che per 4 settimane ha sospeso il giornalista Brian Ross “per la sua inaccurata e disonesta informazione sulla caccia alle streghe della Russia”. “Altre reti e quotidiani dovrebbero fare lo stesso con gli autori delle loro fake news”, ha concluso.    

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(Da Radio Vaticana)