"Testimoni del Risorto": Atti del Corso per nuovi vescovi

2016-02-01 Radio Vaticana

Testimoni del Risorto”, il titolo del libro edito dalla Libreria Editrice Vaticana (Lev), che riporta gli Atti del Corso annuale di formazione per i nuovi vescovi. Il volume è stato presentato stamani nella Sala Stampa vaticana dal cardinale Marc Ouellet, prefetto della Congregazione per i Vescovi, insieme a mons. Ilson de Jesus Montanari, segretario del medesimo dicastero e a mons. Francesco Cacucci, arcivescovo di Bari-Bitonto, relatore del Corso. Il servizio di Roberta Gisotti:

1.500 i presuli, da ogni angolo del mondo, partecipanti in 15 anni ai Corsi di formazione, l’ultimo nel settembre 2015, organizzati dalla Congregazione per i vescovi. Giorni di convivenza, scambio fraterno, discussioni, incontri con il Papa, la Curia romana, delegati di episcopati. Una ricchezza di contenuti che si vuole per la prima volta condividere attraverso gli Atti – ha sottolineato il cardinale Ouellet – con il pubblico di lettori, per averne osservazioni e suggerimenti.

“A fronte delle sfide del mondo attuale nel campo della comunicazione, dei diritti, della prevenzione degli abusi, della spiritualità, non possiamo rimanere indietro nello sforzo di riforme e aggiornamento di strutture e prassi per essere all’altezza di un mondo sempre più globalizzato”.

“Formazione permanente – ha spiegato il porporato – significa imparare a dialogare”. Anzitutto dialogare con “Dio stesso, che vuole non solo essere servito da funzionari competenti”, ma “essere amato da amici fedeli”, “disposti a dare la vita per Lui”. Poi, “con il Popolo di Dio che attende di essere nutrito dalla Parola di Dio” e “con le altre Chiese in uno spirito di solidarietà episcopale, ecumenica ed aperta alle sfide sociali, geopolitiche e culturali del momento presente”.

Infatti, essere Vescovi oggigiorno è dedicarsi ad un ministero difficile, che non può essere vissuto se non in comunione gli uni con gli altri, grazie a una consapevolezza profonda dell’identità ecclesiale del pastore e di conseguenza del suo servizio alla comunione universale e particolare”.

Ha fatto eco alle parole del cardinale Ouellet, mons. Montanari:

“In questo mondo frantumato, che richiede una vicinanza paziente, con attenzione agli stadi di crescita personale, il Papa invoca Pastori che vegliano sul loro popolo, centrati sull’essenziale, realmente vicini alla gente attraversata da varie forme di sofferenza”.

Sebbene “non esistano, in ogni caso, corsi per imparare a ‘fare il vescovo’”, questi sono utili, ha osservato mons. Cacucci, e se il vescovo “non può arrivare a tutto” per esperienza consiglio ai nuovi presuli – ha detto – di incontrare personalmente tutti i preti della loro diocesi “senza eccezione”. Questo non è “clericalismo” – ha chiarito – ma “unità sacramentale tra vescovi e presbiteri”...

“…in un tempo di super-attivismo e di frammentazione, il vescovo è chiamato, oggi più che mai, a essere l’uomo della sintesi e ad aiutare i “fratelli e amici” preti – cosi come indica il Concilio – preti a ricercare l’essenziale. Fonte di ispirazione è sempre lo ‘stile’ di Gesù con i suoi ‘amici’ apostoli”.

Tra le domande dei giornalisti, una sottolineatura sulla gestione amministrativa delle diocesi, tema di cui si è occupato il Corso con l’apporto del cardinale Pell. Non escludo – ha risposto il cardinale Ouellet – che oltre alla normativa canonica, a volte non canonica, a volte non rispettata, causando così problemi, possa essere utile anche un vademecum di esperienze in materia. 

(Da Radio Vaticana)