Siria, l'orrore di Saydnaya: impiccati e poi cremati dal regime

2017-05-16 Radio Vaticana

In Siria il governo compie esecuzioni di massa e brucia i corpi dei prigionieri in un grande crematorio: questa ultima terribile accusa contro Damasco viene avanzata dagli Stati Uniti. In cinque anni sarebbero stati impiccate almeno 13mila oppositori. Francesca Sabatinelli:

Cinquanta morti al giorno, impiccati per aver manifestato dissenso. E’ l’ultimo orrore che arriva da Saydnaya, famigerato carcere a 45 minuti da Damasco, tra le cui mura si consumerebbe una mostruosa campagna di orrori con la firma del regime, come aveva denunciato nel febbraio scorso Amnesty International. E’ Washington ora a dichiarare che nella prigione sarebbe stato realizzato un crematorio per bruciare i corpi delle vittime. Tra il 2011 e il 2015, aveva spiegato l’organizzazione per la difesa dei diritti umani, almeno 13 mila persone, tra cui civili oppositori al governo, sarebbero state impiccate in segreto. Inoltre, a tutti i prigionieri sarebbero state inflitte torture terribili. La Siria non sarà stabile finché resterà Assad, ha detto il portavoce della Casa Bianca, che ha anche chiesto a  Russia e Iran di tenere a freno il presidente siriano. Intanto però anche sugli Stati Uniti pesa una grave accusa, mossa da media locali e dall’osservatorio nazionale per i diritti umani: quella di aver ucciso almeno una ventina di civili con una raid aereo della Coalizione a guida statunitense condotto su una zona in mano all’Is. 

(Da Radio Vaticana)