Sinodo. Friso: "questionario" grande opportunità di partecipazione per le famiglie

2013-11-06 Radio Vaticana

Dalla pastorale della famiglia alle unioni omosessuali, dall’educazione dei figli all’apertura degli sposi alla vita. Sono alcuni dei temi forti inseriti nelle 39 domande del “Questionario” inviato alle Chiese particolari per consentire a tutta la comunità ecclesiale di partecipare attivamente alla preparazione del Sinodo sulla famiglia, in programma a ottobre dell'anno prossimo. Alessandro Gisotti ne ha parlato con Alberto Friso, responsabile del movimento “Famiglie Nuove” e membro del Pontificio Consiglio per la Famiglia:

R. - Questa novità è una novità veramente che ci dà una gioia straordinaria a noi famiglie, perché ci sentiamo che possiamo, anche con tutta la Chiesa, tutti insieme, riflettere e mettere in luce tutti quei punti di criticità che oggi ci troviamo anche spesso a incontrare nei rapporti con le famiglie che ci abitano vicino, anche con i parenti, in tanti casi. Insomma, finalmente possiamo anche parlare e cogliere insieme quali possano essere i modi per esprimere anche quel nostro spirito di amore per la nostra comunità, per le persone con cui dobbiamo anche costruire, giorno per giorno anche la nostra storia di società civile. Queste 39 domande, belle e comprensibili e così calabili in ogni cultura: già ci arrivano i primi segnali sia dall’Asia che dall’Africa della gioia di non sentirsi cristiani di "serie B" in quanto laici, in quanto sposati. E secondo, sentirci interpellati anche per ciò che stiamo vivendo.

D. - Questo questionario indirizzato alle Conferenze episcopali, ma poi alle parrocchie e a tutte le comunità ecclesiali locali, sarà importante che nessuno, in un qualche modo, venga messo ai margini, anche come raccolta di risposte a queste domande…

R. - Infatti, noi abbiamo già visto che collaboreremo sia con la nostra presenza che abbiamo nelle parrocchie e nelle diocesi e quindi cercando insieme e riflettendo insieme, sia anche facendo poi una specie di collegamento per avere una visione di insieme.

D. - Cosa si aspetta, cosa spera che in questi mesi possa succedere, anche sulla spinta di questa sollecitazione, di questo questionario?

R. - Credo che anzitutto il questionario apra ancora di più alla comprensione della novità, dell’impegno pastorale e dell’amore pastorale che la Chiesa sta avendo in questo momento anche, naturalmente, sotto la spinta della persona del nostro Papa Francesco. E nei prossimi mesi dovremo indubbiamente tutti, con i nostri mezzi di comunicazione, con la nostra stampa e le televisioni, partecipare al grande dibattito che già c’era in molte sedi, ma incominciando a riflettere noi e mettere in luce le nostre proposte e diventare soggetti anche sociali e politici più attivi. Sicuramente, il questionario ci porta ad avere una visione di insieme, in cui non occorrerà stravolgere cambiamenti di dottrine: è il cambiamento dell’atteggiamento nei rapporti, perché poi se il rapporto è costruito con carità, spirito di accoglienza e di servizio, sono tutte dimensioni di amore che muovono tutte le persone e quindi anche quelli che sono in difficoltà verso una nuova prospettiva di vita e di fede.