Servizi sanitari nel rispetto della libertà
Washington, 20. Nuovi appelli negli Stati Uniti per esortare le autorità federali a porre in atto modifiche alla riforma sanitaria in modo da
assicurare
il rispetto della libertà di coscienza. La riforma del sistema sanitario,
varata dall'Amministrazione Obama, si ricorda, prevede che i piani di
assicurazione per i dipendenti di qualsiasi organizzazione includano dei servizi
minimi obbligatori, fra i quali sono fatti rientrare anche quelli abortivi. Il
dicastero per la salute e i servizi umani ha emanato una direttiva con delle
linee guida in conseguenza delle quali solo in un numero ristretto di casi,
un'organizzazione, anche se a gestione religiosa, può essere esentata dal pagare
per i propri dipendenti tali servizi sanitari. Tali «servizi» prevedono,
infatti, interventi chirurgici per la sterilizzazione, la prescrizione di tutti
i contraccettivi presenti negli elenchi del Food and Drug Administration,
compresi farmaci che provocano l'aborto nel corso delle prime settimane di
gravidanza.
La Catholic Health Association (Cha), la più grande associazione cattolica di assistenza sanitaria nel Paese, guidata dal presidente, suor Carol Keehan, ha rivolto un invito all'Amministrazione affinché venga allargata la fascia di esenzione includendo istituzioni e organizzazioni, come ospedali e altre strutture che «condividano comuni legami e convinzioni con una comunità religiosa». Nella riforma, invece, soltanto quelle organizzazioni religiose che assumono dipendenti affiliati al proprio credo o che offrono servizi rivolti principalmente a servire persone affiliate alla propria religione potranno legittimamente opporsi alle nuove direttive. In questo ambito, dunque, verrebbero lasciate fuori molte strutture sanitarie che, pur offrendo un'opera fondamentale, non rientrerebbero nei rigidi parametri stabiliti dal Governo.






