Sede vacante: riflessione di Carlo Cardia, esperto di diritto ecclesiastico

2013-03-03 Radio Vaticana

Dalle 20.00 di giovedì scorso, la Chiesa è entrata nella cosiddetta Sede vacante. Sul significato di questo particolare periodo della vita della Chiesa, ascoltiamo il prof. Carlo Cardia, docente di Diritto ecclesiastico all'Università Roma Tre, al microfono di Luca Collodi:

R. – Quando manca il titolare dell’ufficio si parla di Sede vacante. È evidente che di fronte al Romano Pontefice, la Sede vacante ha un significato diverso: più ristretto e più ampio al tempo stesso. Più ristretto, perché, non c’è dubbio, che si tratta di Sede vacante anche per il sovrano dello Stato della Città del Vaticano, ma questo è un aspetto assolutamente secondario. Molto più importante, è invece la mancanza di quella guida universale della Chiesa, che fa del Papa un unicum rispetto a qualunque altra realtà, non solo mondana, ma anche religiosa. Il Papa rappresenta non soltanto la guida che ha quella potestà immediata e universale su tutta la Chiesa, ma la guida spirituale che identifica e rappresenta l’unità della Chiesa universale in tutto il mondo, perché nel Papa si riassumono quei poteri di unità del magistero, di sicurezza della dottrina, dei dogmi, della fede, della spiritualità. Questo fa sì che quando si crea la Sede vacante per qualsiasi ragione, in questo caso per una rinuncia, vi sia quasi un momento di vuoto, di sospensione nella vita della Chiesa.