​Sarraj propone elezioni presidenziali e legislative nel marzo del 2018 - Road map per il futuro della Libia

2017-07-17 L’Osservatore Romano

Elezioni presidenziali e per il rinnovo del parlamento nel marzo del 2018, basate sui principi del diritto di cittadinanza e dell’uguaglianza di tutti i cittadini libici, indipendentemente dalle loro appartenenze politiche o dai loro orientamenti ideologici. È questo il punto centrale della road map che il capo del consiglio presidenziale libico e capo del governo d’intesa nazionale (appoggiato dall’Onu), Fayez Al Sarraj, ha annunciato ieri. Il capo dello stato sarà eletto direttamente dal popolo e avrà, come il parlamento, una durata in carica di massimo tre anni, o fino al termine della preparazione della Costituzione e del referendum conseguente. La tabella di marcia di Sarraj per il futuro della Libia è indicata in nove punti, nei quali si affida all’alta commissione elettorale il compito di preparare le elezioni, d’intesa con l’Onu e con l’aiuto di Lega araba, Unione africana e Ue. L’annuncio arriva a pochi giorni dall’incontro di Sarraj con il ministro dell’interno italiano, Marco Minniti, che ha proposto a tredici sindaci libici aiuti per lo sviluppo dei loro comuni in cambio del loro impegno a una lotta più efficace contro il traffico di migranti. Nei nove punti appare il via libera a un alto consiglio di riconciliazione nazionale, composto da 100 membri, a testimonianza di un proposito sottolineato più volte da Sarraj: «Abbiamo detto a tutti, a più riprese — ha infatti detto il capo del consiglio presidenziale — che non siamo una parte che partecipa al conflitto, ma vogliamo contribuire alla sua soluzione». Principio riaffermato anche nel punto in cui si prevede l’annuncio di un cessate il fuoco, la fine dei combattimenti in tutto il paese, «salvo per quel che riguarda la lotta contro il terrorismo». Nel documento non manca un accenno all’economia: Sarraj ha ricordato che dall’inizio del suo lavoro la produzione nazionale di petrolio è salita da 150.000 barili al giorno a un milione di barili. La Libia, però, rimane profondamente divisa. La road map è stata bocciata dal presidente del parlamento di Tobruk, Aguila Salah, sostenuto dall’uomo forte della Cirenaica, il generale Khalifa Haftar.