Santa Sede: lotta all'Aids, interessi economici colpiscono i poveri

2016-03-11 Radio Vaticana

Gli interessi economici non calpestino il diritto alla salute di quanti sono colpiti dall’Aids, soprattutto nei Paesi più poveri. Lo chiede la Santa Sede alla comunità internazionale. In un intervento presso l’Ufficio Onu di Ginevra, l’incaricato d’affari vaticano ad interim, mons. Richard Gyhra, ha lanciato un appello a rispettare il diritto alla salute delle persone come riconosciuto dalla Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo.

Nessuna discriminazione nell'accesso alle cure sanitarie
In particolare, si chiede il diritto di accesso alle cure sanitarie in modo non discriminatorio, la fornitura di farmaci essenziali, una distribuzione equa dei servizi sanitari e l'adozione di strategie nazionali per prevenire e combattere l’Aids.

No a priorità profitto
Nonostante tutte le iniziative positive messe in atto negli ultimi dieci anni per porre fine all’epidemia di Hiv-Aids - ha affermato mons. Gyhra - c'è ancora molto da fare. Tra le sfide principali c’è quella di non considerare prioritario il profitto offerto da farmaci e strumenti diagnostici, con la conseguenza di prezzi proibitivi per i malati che non ha mezzi.    

Sofferenze indicibili
Per più di trenta anni – ricorda l’incaricato d’affari – l’Aids ha causato morte e sofferenze indicibili per milioni di bambini e adulti, ha lasciato milioni di piccoli orfani, portando famiglie e comunità al collasso sociale, economico ed emotivo.

Non smantellare protezione sociale esistente
Mons. Gyhra conclude citando Papa Francesco: "L’interdipendenza e l’integrazione delle economie non devono comportare il minimo danno ai sistemi sanitari e di protezione sociale esistenti; al contrario, devono favorire la loro creazione e il funzionamento. Alcuni temi sanitari … richiedono un’attenzione politica prioritaria, al di sopra di qualsiasi altro interesse commerciale o politico” (Discorso all'Ufficio Onu a Nairobi, 26 novembre 2015).

(Da Radio Vaticana)