Salta l'accordo in Germania. Probabili nuove elezioni

2017-11-21 Radio Vaticana

di Cecilia Seppia

“Manca la fiducia di base'” fra i partiti e, in questa situazione, “è meglio non governare”. Lo ha detto nella tarda serata di ieri il leader dei liberali tedeschi Christian Lindner, mettendo il sigillo ad una giornata che lascia la Germania senza governo, dopo il fallimento del tavolo ‘Giamaica’, con l’unione di Cdu, Csu, Verdi e Liberali. Anche l'Spd ha negato ancora una volta l'ipotesi di una Grosse Koalition: '”Non siamo a disposizione'”, ha ribadito Martin Schulz. La cancelliera Angela Merkel per ora rinvia le dimissioni in virtù della stabilità che serve al Paese ma continua a preferire l’idea di nuove elezioni, al governo di minoranza. La cancelliera si è  affidata al Presidente della Repubblica, e Frank-Walter Steinmeier ha rivolto un monito severo a tutti: ”Chi si candida per assumere la responsabilità politica, non può tirarsi indietro quando ce l'ha nelle mani. Non si può semplicemente rimandare indietro la responsabilità ai cittadini”. La crisi tedesca preoccupa tutto il Continente europeo e si teme un effetto valanga.

 “Ci sono due considerazioni da fare – sostiene Luigi Geninazzi, giornalista esperto dell’area del quotidiano “Avvenire” -  una è quella riguardo il tipo di prospettiva di questa Unione Europea già molto indebolita da una Germania debole che potrebbe perdere il passo anche economicamente. Questa è veramente una grossa incognita. La seconda riflessione è da fare, forse, sui sistemi elettorali, perché ormai quello che sta accadendo in Germania non è più un’eccezione. Ricordiamo che due anni fa la Spagna è stata senza governo per oltre un anno; ha votato due volte senza esito e alla fine si è rassegnata ad aver un governo di minoranza. Non per aprire altre considerazioni, ma il fatto che ci fosse un governo di minoranza, forse ha anche aperto possibilità come quella dell’indipendentismo catalano. In Italia la prospettiva è che non ci sarà un governo che nascerà subito dalle urne, proprio perché non ci sarà una chiara definizione. La Germania, pure, con il sistema proporzionale dimostra di non essere in grado di fare un governo stabile. L’unico Paese che ha avuto un governo stabile, con un sistema – oserei dire – brutale del maggioritario del ballottaggio, è la Francia. Qui abbiamo visto un partito che ha sfiorato  la vittoria, il partito del Front National di Marine Le Pen, che una volta sconfitto, una volta insediato Macron Presidente e re della Francia, non conta più nulla praticamente. Allora bisogna scegliere tra questi modelli. Vogliamo un governo stabile, anche a costo di essere brutali con chi perde, cioè chi vince prende tutto e chi perde, anche se arriva al 49%, conta praticamente nulla, o vogliamo mantenere una legge più aperta, più democratica come quello che è stato fatto in Germania, ad esempio, ma che adesso incomincia a dare segni di debolezza e di insufficienza? Questo secondo me è un grande problema”.

Ascolta e scarica il podcast con l’intervista integrale a Luigi Geninazzi, giornalista di Avvenire

(Da Radio Vaticana)