Sale a cinquanta il numero delle vittime nelle manifestazioni antigovernative in Venezuela - Maduro militarizza la frontiera con la Colombia

2017-05-18 L’Osservatore Romano

La situazione in Venezuela sta rapidamente degenerando. Il governo ha deciso di militarizzare la frontiera con la Colombia mentre il numero delle vittime continua ad aumentare. I morti sono ormai 50 e centinaia i feriti. Il ministro della difesa, Vladimir Padrino López, ha annunciato l’invio di almeno 2600 uomini nello stato di Táchira, nell’occidente del paese, poco dopo che il suo collega degli interni, Néstor Reverol, ha accusato l’opposizione di aver «messo sotto contratto paramilitari colombiani» per seminare la violenza e il caos nella regione. Táchira, tradizionale bastione dell’opposizione, è da giorni al centro di numerose proteste contro il governo presieduto da Nicolás Maduro. 

La situazione è molto tesa e nelle ultime ore un uomo di 30 anni è morto nella zona dopo essere stato raggiunto da un colpo di arma da fuoco. Secondo la corrispondenza del quotidiano locale «El Nacional», Manuel Castellanos è stato ucciso nella località di Tucapé, parte del comune di Cárdenas. Non stava partecipando a nessuna protesta di piazza, ma tornava a casa dopo aver comprato pannolini per il figlio. Nei giorni scorsi sono morti due manifestanti, tra cui un ragazzo di 15 anni. A loro si è aggiunto un altro quindicenne colpito mentre andava a fare la spesa. Ma non è solo a Táchira che la situazione sembra ormai fuori controllo. Anche nello stato di Miranda, vicino a Caracas, da oltre 48 ore si moltiplicano gli scontri violenti e la repressione, e anche qui un manifestante è morto a causa di un colpo di arma da fuoco. Unità antisommossa della guardia nazionale, appoggiate da almeno sette blindati, pattugliano le strade della zona dall’alba di ieri, sparando lacrimogeni. Cresce anche il numero dei saccheggi. Solo nelle ultime ore a Táchira sono avvenuti undici episodi, almeno tre a Miranda e non meno di altri dieci a Barinas, lo stato dove è nato Hugo Chávez, nel centro-ovest del paese. E mentre Maduro ha esteso per altri sessanta giorni il decreto di «stato di eccezione ed emergenza economica» che gli permette di restringere le garanzie costituzionali «per preservare l’ordine», l’opposizione ha convocato la sua prima protesta notturna. Tutto indica che, fra l’irrigidimento del governo e le nuove manifestazioni promosse dalle forze che si oppongono al presidente, la tensione continuerà a crescere nei prossimi giorni.