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Roma. Aperta la Porta giubilare al Santuario del Divino Amore

2016-01-06 Radio Vaticana

Il Santuario della Madonna del Divino Amore, caro in particolare ai romani, ha da questa mattina la sua Porta Santa giubilare. Il cardinale vicario, Agostino Vallini, ha presieduto verso le 10.30 il rito di apertura della Porta, ubicata sotto la storica Torre del Primo Miracolo, per poi presiedere la Messa solenne nel nuovo Santuario. Federico Piana ne ha parlato con il parroco-rettore del Divino Amore, don Luciano Chagas Costa:

R. – Questa Porta Santa è molto importante proprio per la grande devozione del popolo romano alla Madonna del Divino Amore. Il Santuario della Madonna del Divino Amore – diceva il Santo Padre, San Giovanni Paolo II – è la “casa di campagna” della Madonna. Grande è l’affezione e la devozione del popolo di Roma verso il nostro Santuario. Giustamente, un Giubileo qui per i pellegrini è una cosa molto, molto importante.

D. – Naturalmente avete scelto l’arco della Torre del Primo Miracolo come Porta Santa. Perché, don Luciano?

R. – Perché lì è il primo segno della misericordia: lì c’è l’icona della Madonna del Divino Amore. Il cardinale Vallini, precisamente, ha preferito proprio questo spazio come luogo simbolo della misericordia, perché lì c’è stato il primo miracolo di tanti che sono seguiti nei secoli e soprattutto in questi ultimi tempi.

D. – Che cosa lega i romani a questo Santuario?

R. – Oltre al primo miracolo, che è avvenuto nel 1740 – e dopo il quale, cinque anni dopo, è stato costruito l’antico Santuario – ce n’è stato uno più vicino a noi, che ha legato tanto i romani a questo luogo e che risale alla Seconda Guerra Mondiale: il secondo grande miracolo, tra i tanti miracoli che ci sono stati. Dopo la Seconda Guerra Mondiale, Papa Pio XII fa un voto alla Madonna del Divino Amore per la conversione del popolo romano: la costruzione del nuovo Santuario. Un’opera di carità intorno al Santuario, proprio per la salvezza della città di Roma. Dopo di che avviene la liberazione. Il miracolo, quindi, della liberazione è stato attribuito alla Madonna. L’icona della Madonna, infatti, era a Roma e visitava tutte le parrocchie. Allora, il Papa fece questa promessa, questo voto alla Madonna. E da quella data del ’44 fino a oggi i romani vengono in pellegrinaggio, incessantemente.

D. – Non solo i romani, però, vengono in pellegrinaggio, so anche da tutta Italia e dall’estero. E’ un amore “internazionale”…

R. – E’ irradiazione della misericordia. La devozione alla Madonna del Divino Amore va oltre i confini di Roma certamente, vengono da tutta Italia e anche dall’estero. Tanti, all’estero, attendono notizie, seguono gli eventi del Santuario. La devozione al Divino Amore, effettivamente, è in tutto il mondo grazie anche alle missioni delle nostre suore, Figlie della Madonna del Divino Amore.

(Da Radio Vaticana)