​Riconciliazione di popolo - In un’intervista al segretario di Stato

2017-09-05 L’Osservatore Romano

«La visita del Papa in Colombia ha un carattere essenzialmente pastorale, come del resto tutte le visite del Papa nei vari paesi, e quindi ha lo scopo, l’intenzione di confermare e di incoraggiare i fratelli nella fede, di vivificare la loro carità e di spronarli a vivere la speranza cristiana». Lo afferma il cardinale segretario di Stato Pietro Parolin nell’intervista alla Segreteria per la comunicazione rilasciata nei giorni scorsi a Barbara Castelli Il viaggio, ha notato, «si colloca in un momento molto particolare della vita del paese, in quanto è iniziato un processo di pace dopo cinquant’anni di conflitti e di violenza e questo lo rende particolarmente importante. Il Papa, come pastore della Chiesa universale e come leader spirituale, vuole affiancarsi a questo processo, incoraggiandolo, perché davvero, dopo tanti lutti, tante distruzioni, tante sofferenze, il popolo colombiano, la nazione colombiana possa conoscere una nuova realtà di pace e di concordia».

Riferendosi agli accordi di pace siglati lo scorso anno, il porporato ha spiegato che «non basta firmare un documento per raggiungere la pace. Certamente è un passo necessario, indispensabile, ma evidentemente non è sufficiente: c’è tutto un cammino da fare a partire proprio dalla firma, dalla sottoscrizione di questi accordi. Ed è un cammino che si deve compiere nella quotidianità e deve coinvolgere tutto di tutti, cioè soprattutto il cuore e la mente». Secondo il cardinale «il compito, la missione fondamentale della Chiesa, in questo momento», è «favorire la riconciliazione. Questo è il punto centrale: mi pare che ce ne sia tanto bisogno, proprio perché la pace non sarà una realtà presente, una realtà viva ed effettiva se non nella misura in cui ci sarà una riconciliazione all’interno del popolo colombiano». E «naturalmente uno degli strumenti principali di questa riconciliazione è la capacità del perdono, di dare e di ricevere perdono». In questa prospettiva «è molto importante» l’incontro di preghiera per la riconciliazione nazionale a Villavicencio l’8 settembre.