Rabbino Momigliano: visita Papa a Sinagoga Roma è molto importante

2016-01-04 Radio Vaticana

E’ necessario “ribadire con convinzione alle nostre comunità e a tutti gli uomini ricchi di sensibilità e di sapienza” l’urgenza di “proseguire il cammino di dialogo che vent’anni fa abbiamo voluto iniziare”. E’ questa la priorità indicata nel messaggio congiunto di Cei-Rabbini d'Italia che presenta la XX Giornata per l’approfondimento e lo sviluppo del dialogo tra cattolici ed ebrei. La Giornata si celebrerà il prossimo 17 gennaio, lo stesso giorno in cui Papa Francesco si recherà in visita alla Sinagoga di Roma. La visita al Tempio Maggiore avverrà esattamente sei anni dopo quella di Benedetto XVI (17 gennaio del 2010). Il servizio di Amedeo Lomonaco:

Attraverso le loro fedi, cattolici ed ebrei riconoscono “anzitutto tutto il bene che c’è nel mondo”, scrivono nel messaggio mons. Bruno Forte, presidente della Commissione per l’ecumenismo e il dialogo interreligioso della Conferenza episcopale italiana, e il rabbino Giuseppe Momigliano, presidente dell’Assemblea dei Rabbini d’Italia. La Giornata per l’approfondimento e lo sviluppo del dialogo tra cattolici ed ebrei avrà per tema: “Non desidererai la casa del tuo prossimo. Non desidererai la moglie del tuo prossimo, né il suo schiavo né la sua schiava, né il suo bue né il suo asino, né alcuna cosa che appartenga al tuo prossimo”.

Un cammino comune tra le angosce del presente
E’ un cammino comune – spiegano mons. Bruno Forte e il rabbino Giuseppe Momigliano - quello che porta a vivere “con angoscia gli eventi del presente” e a cogliere con preoccupazione “i segni sempre più frequenti di un’umanità smarrita, delusa da tante false idolatrie che hanno condotto i loro seguaci in percorsi colmi di rovine e senza futuro”.

Senza la ricerca dell’Eterno, si perde il valore del tempo
E’ un tempo - si legge nel testo - segnato dalla fatica degli uomini “a concepire progetti per il futuro”, a custodire “responsabilmente i beni del creato” per le generazioni future, poiché “quando viene a mancare la ricerca dell’Eterno, si smarrisce anche il valore del tempo” oltre i confini della vita.

Dialogo fecondo per una reciproca conoscenza
Viene inoltre ribadita la fiducia che proprio “dal fecondo dialogo intrapreso”, “dalla ricerca di valori morali e spirituali condivisi nei quali operare in sintonia”, possa scaturire “una positiva testimonianza di fede”. Ogni cammino – si sottolinea nel messaggio – può conoscere “tappe di maggiore slancio”. Ma ogni cammino fatto insieme “è indispensabile per la reciproca conoscenza”.

La ‘Nostra Aetate’ ha aperto una nuova epoca
Il percorso di dialogo intrapreso è una concreta realizzazione di quel dialogo fraterno di cui parlava la Nostra Aetate, “per entrambi le parti una pietra miliare nell’apertura di una nuova epoca”. La fraternità - si legge infine nel documento - “per troppo tempo nascosta e disumanamente ostacolata” si manifesta sempre nella “sua provvidenziale attualità”.

La Giornata per l’approfondimento e lo sviluppo del dialogo tra cattolici ed ebrei sarà coronata, il prossimo 17 gennaio, dalla visita di Papa Francesco alla Sinagoga di Roma. Sarà un evento molto importante, sottolinea al microfono di Amedeo Lomonaco il presidente dell’Assemblea dei Rabbini d’Italia, il rabbino Giuseppe Momigliano:

R. – E’ un evento importante che conferma sia l’attualità del dialogo sia l’importanza di manifestare con eventi che richiamano l’approfondimento dei temi del dialogo stesso… Quindi sicuramente, così come avvenuto negli incontri in Sinagoga realizzati a partire da Papa Giovanni Paolo II, anche questo avrà un ruolo molto importante nel mantenere l’attenzione sui temi più importanti su cui si deve concentrare il dialogo.

D.  – Il dialogo fecondo tra cattolici ed ebrei prosegue in un tempo segnato da angosce per il presente. L’umanità - si legge nel messaggio - è smarrita, "delusa da tante false idolatrie"…

R. – In questo momento il dialogo ha valore non soltanto in quanto momento importante nelle relazioni ebraico-cristiane ma anche come un tema che viene proposto come richiamo alla coscienza, per la ricerca dei valori spirituali, la ricerca del rapporto con l’eterno, di chiavi di risposta e di interpretazione di un periodo drammatico. In questo tempo è necessaria la difesa, ma occorre anche richiamarsi a temi morali, a valori più alti… Penso che la fede ci aiuti anche a ragionare in ambiti più ampi, quindi a fare propositi e progetti che non siano solo per l’immediato.

(Da Radio Vaticana)