Preoccupazione di Giappone e Corea del Sud - Pyongyang lancia un altro missile

2017-05-15 L’Osservatore Romano

Una minaccia — l’ennesima — per la sicurezza e la pace internazionale. Lo ha evidenziato ieri la Nato in un comunicato, dopo il lancio dal parte del regime comunista della Corea del Nord di un missile balistico. 

Dello stesso tenore le dichiarazioni da Bruxelles dell’Ue, che ha apertamente accusato i nordcoreani di «aggravare le tensioni nella regione, in un momento in cui servirebbe il contrario». Il missile — lanciato da una base nei pressi di Kusong City, nella provincia di North Pyongan, già teatro di un altro test balistico di medio raggio lo scorso 12 febbraio — ha percorso una distanza di almeno 700 chilometri (800 secondo fonti governative di Tokyo) prima di cadere in mare. Dopo due settimane, nonostante i contatti e le prove di dialogo intercorse tra funzionari statunitensi e nordcoreani, Pyongyang è dunque tornata a sfidare la comunità internazionale. Il lancio del missile è stato definito «una provocazione» dal nuovo presidente sudcoreano, Moon Jae-in, da poco insediatosi a Seoul. Il capo dello stato ha subito convocato e presieduto un vertice di emergenza del Consiglio di sicurezza nazionale per discutere la questione. Negli stessi minuti, il governo di Tokyo ha espresso una protesta formale, definendo l’atto «assolutamente inaccettabile». Il primo ministro nipponico, Shinzo Abe, ha poi presieduto un vertice straordinario sulla sicurezza, dove — informano fonti governative — si è discusso sulle misure da adottare a seguito del lancio e per analizzare l’eventualità di impiego di un nuovo tipo di missile balistico. Sia il tempo di volo (circa mezz’ora) sia l’inusuale altitudine di 1.000 chilometri raggiunta dal missile potrebbero, infatti, fare ipotizzare un “salto di qualità” da parte della Corea del Nord. La questione del tipo di missile utilizzato è molto importante, perché la Corea del Nord, che già testa regolarmente missili a corto raggio, starebbe anche lavorando per padroneggiare la tecnologia necessaria a mettere in campo missili con testata nucleare, che possano raggiungere il territorio degli Stati Uniti.