P.Pio, mons. Castoro: "Occasione per riscoprirne la figura"

2016-02-03 Radio Vaticana

L’esposizione a Roma delle spoglie di padre Pio da Pietrelcina in occasione del Giubileo della Misericordia è un’opportunità straordinaria “per  meditare sulla vita, sul messaggio, sull’opera di un santo che ha vissuto in prima persona la carità. Un uomo che senza sbagliare potremmo definire il santo della misericordia”. Parola di mons. Michele Castoro, arcivescovo di Manfredonia- Vieste-San Giovanni Rotondo e direttore dei gruppi di preghiera sparsi in tutto il mondo.

Un evento senza precedenti – è la prima volta che l’urna con le reliquie lascia il Santuario di San Giovanni Rotondo, in provincia di Foggia- che secondo l’arcivescovo potrà contribuire a comprendere meglio San Pio: “Noi già da tempo stiamo facendo una rivalutazione della figura di padre Pio, che per un certo periodo era stata relegata al sensazionale, alle cose straordinarie. Da qualche anno si sta recuperando una duplice dimensione: quella di padre Pio mistico e quella di padre Pio uomo di carità, di preghiera. Preghiera che viveva soprattutto celebrando con trasporto interiore l’Eucaristia. Si identificava con il Mistero che celebrava nella Santa Messa a tal punto che le sue piaghe si ravvivavano di dolore”. 

Il luogo dove esercitare maggiormente carità e misericordia, per Padre Pio, era il confessionale: “Potremmo dire che era la sua cattedra – spiega mons. Castoro-. Era nel confessionale che avvenivano i miracoli: padre Pio i grandi miracoli li ha compiuti più nella sfera dello spirituale che del corporale. E lì, nel segreto del confessionale, avvenivano le grandi conversioni al cattolicesimo. Se allontanava qualcuno con fare burbero era per far prendere coscienza al penitente del mistero che stava vivendo”.  Ecco, tutto questo potremo riscoprirlo grazie a quell'urna per la prima volta a Roma, nell'anno della misericordia.

(Da Radio Vaticana)