Per promuovere la pace tra i giovani- La lezione di padre Kolbe

2017-08-11 L’Osservatore Romano

Varsavia, 11. Ad Auschwitz, luogo che forse più di altri condensa simbolicamente in sé gli orrori del Novecento, per promuovere oggi il dialogo, la riconciliazione e la pace: protagonisti del workshop organizzato dall’11 al 16 agosto dalla fondazione Maximilian Kolbe sono giovani provenienti da quattordici paesi, tra cui Russia, Ucraina, Stati Uniti, Germania e Polonia. Quattro i partecipanti inviati dal Consiglio interreligioso della Bosnia ed Erzegovina in rappresentanza delle comunità serbo-ortodossa, cattolica, musulmana ed ebraica.

L’arcivescovo di Bamberg, Ludwig Schick, presidente della commissione Chiesa nel mondo della Conferenza episcopale tedesca, ricorda soprattutto quanto oggi sia importante conoscere il passato per promuovere la riconciliazione: «C’è ancora molto da fare in Europa a questo riguardo. Non c’è pace — afferma il presule — e la pace non si mantiene senza un impegno costante. La riconciliazione e la pace sono un impegno permanente e non hanno data di scadenza. Chi tralascia questo impegno, perde la pace».

Ed è per costruire un futuro di pace che si rivolge in particolare alle nuove generazioni la fondazione intitolata al santo martire francescano, che proprio nel campo di concentramento di Auschwitz offrì la propria vita.