Per l’anniversario del fallito golpe - Erdoğan in piazza

2017-07-17 L’Osservatore Romano

Sostenitori del governo  tra le bandiere turche a Istanbul (Afp)

«Taglieremo le teste dei traditori»: sono parole del presidente turco, Recep Tayyip Erdoğan, pronunciate di fronte alla folla radunata a Istanbul a un anno dal fallito golpe che causò oltre 260 morti e un’ondata di arresti. Celebrando l’anniversario, Erdoğan ha ripetuto ancora una volta di essere pronto a ripristinare la pena di morte. Una dichiarazione che ha suscitato non poche polemiche sul piano internazionale. Il discorso presidenziale è stato diffuso in tutto il paese ed è stato seguito dal vivo da centinaia di migliaia di persone che sin dal primo pomeriggio si sono radunate intorno al ponte sul Bosforo, dove furono uccise dai golpisti 34 persone. Erdoğan ha anche aggiunto che i ribelli in prigione «dovrebbero indossare un’uniforme, come a Guantanamo». Un chiaro il riferimento alla tuta arancione indossata dai presunti terroristi detenuti nella prigione statunitensi sull’isola di Cuba. Il leader turco era giunto da Ankara in aereo, scortato da caccia f16. «Kiliçdaroğlu parla di golpe controllato? Come lui parlano solo i golpisti» ha attaccato Erdoğan riferendosi al leader dell’opposizione Kemal Kılıçdaroğlu definito «un codardo» per non essere sceso in strada. «Se lo avessi saputo non lo avrei invitato al meeting di unità nazionale» ha detto il presidente riferendosi a un incontro a cui avevano partecipato gli esponenti di tutti i partiti.

E, come detto, durante il discorso davanti ai suoi sostenitori a Istanbul, il presidente ha ribadito di essere pronto a firmare la legge per reintrodurre la pena di morte dopo l’approvazione del parlamento. L’anniversario è stato ricordato anche anche dal premier Binali Yildirim, che è intervenuto a una manifestazione a Çengelköy, quartiere di Istanbul dove un anno fa persero la vita 17 sostenitori del governo. «Non ci dimenticheremo quello che hanno fatto. I colpevoli la pagheranno. La gente è ancora arrabbiata, abbiamo il dovere di continuare la nostra battaglia fino a quando anche l’ultimo golpista non sarà arrestato» ha detto il premier. Circa 250 fiaccole sono state accese per ricordare le vittime dei golpisti. E l’anniversario d’ora in poi sarà celebrato come festa nazionale chiamata «il giorno della democrazia e dell’Unità nazionale». «La mano dell’Unione resta tesa verso la Turchia» ha dichiarato il presidente della Commissione Ue, Jean-Claude Juncker, che ha però precisato che «Ankara deve dimostrare chiaramente la sua volontà di essere europea e prendere a cuore in maniera decisa i valori europei fondamentali».