Per i novant’anni del cardinale decano- Uomo ecclesialmente disciplinato

2017-12-07 L’Osservatore Romano

Papa Francesco ha presieduto, giovedì mattina, 7 dicembre, nella Cappella Paolina del Palazzo apostolico, la concelebrazione eucaristica in occasione dei novant’anni del cardinale decano. Trentotto i porporati concelebranti, tra i quali Parolin, segretario di Stato, oltre a numerosi presuli, fra i quali gli arcivescovi Becciu, sostituto della Segreteria di Stato, Pawłowski, delegato per le Rappresentanze pontificie, e Gänswein, prefetto della Casa Pontificia. Tra i presenti anche le suore di Santa Marta che prestano servizio nell’appartamento del cardinale Sodano. Dopo la lettura del passo evangelico di Giovanni dedicato al buon pastore, il decano ha tenuto l’omelia che pubblichiamo in questa pagina. Al termine del rito Francesco ha pronunciato le seguenti parole.

Tutti i giorni noi rendiamo grazie al Signore per quello che fa nella nostra vita; ma quando ci sono delle ricorrenze importanti — 25°, 50°, anche le decine di anni — rendere grazie a Dio è più forte. E in queste ricorrenze si fa più forte la memoria del cammino trascorso, e questa memoria ci porta ad offrire un dono. Memoria che è una dimensione della vita. È una disgrazia perdere la memoria di tutto quello che Dio ha fatto per noi: “Ricordati, Israele, ricordati…”, quella dimensione deuteronomica della vita.

Il Cardinale Sodano ha fatto memoria di questi anni, e ogni volta che si fa memoria noi ci troviamo davanti a una grazia nuova. Memoria anche della nostra piccolezza, dei nostri sbagli, anche dei peccati. San Paolo si vantava di essi, perché solo a Dio va la gloria, noi siamo deboli, tutti. E questa memoria ci dà forza per andare verso un altro decennio. È una grazia della memoria. E quello che il Cardinale ha fatto per prepararsi a questa ricorrenza è offerto a noi come un dono: il dono di una testimonianza di vita che fa bene a tutti.

Ogni vita è differente. Ognuno di noi ha la propria esperienza e il Signore lo porta per una strada diversa, ma sempre c’è il Signore che ci tiene per mano, è Lui. Questo è un dono che noi abbiamo ricevuto, e noi diamo il dono della testimonianza di una vita. Il Signore sa qual è la vera testimonianza, quella che è nascosta e ha fatto del bene senza apparire. Noi vediamo nel Cardinale la testimonianza di un uomo che ha fatto tanto per la Chiesa, in situazioni diverse, con gioia e con lacrime. Ma la testimonianza che oggi a me sembra forse la più grande che ci dà è quella di un uomo ecclesialmente disciplinato, e questa è una grazia per cui ringrazio Lei, Signor Cardinale. E chiedo che questa testimonianza della dimensione ecclesiale, nella disciplina ecclesiale, ci aiuti ad andare avanti nella nostra vita. Grazie tante, Signor Cardinale.