​Passo importante per regolare gli arrivi di migranti - Nuovo codice per le ong

2017-07-17 L’Osservatore Romano

Migranti in marcia verso il confine  tra Ungheria e Austria (Reuters)

Via libera dell’Unione europea al «Codice di condotta per le ong» impegnate nelle operazioni di salvataggio dei migranti in mare. L’importante passo che consentirà di regolare il traffico delle navi umanitarie nei porti del Mediterraneo è stato annunciato da diverse fonti diplomatiche a Bruxelles. Secondo quanto è finora trapelato il codice rappresenta un vero e proprio decalogo con indicazioni ben precise e principi portanti: dal divieto di entrare nelle acque libiche a quello di trasferire i migranti soccorsi su altre navi; dalla regolamentazione dei segnali luminosi alla dichiarazione delle fonti di finanziamento; dal possesso di certificazioni di idoneità tecnica all’obbligo di trasmettere le informazioni utili alle autorità di polizia italiane per l’attività investigativa. A chi non sottoscriverà il documento, potrà essere vietato l’attracco nei porti italiani. Soddisfazione è stata espressa da parte del Viminale. Il ministro dell’interno italiano, Marco Minniti, oggi farà il punto della situazione per stabilire modalità e tempi del tavolo di collaborazione aperto con le ong attraverso la Guardia costiera. A Bruxelles il via libera al nuovo codice c’è da giovedì 13 ma è stato annunciato dal Viminale ieri al termine di un fine settimana molto articolato sul fronte immigrazione.

Intanto, sul tema migranti è tornato ieri anche il cancelliere tedesco, Angela Merkel. Nel corso di un intervento televisivo, il cancelliere ha detto che la Germania «non accetterà l’imposizione di un tetto limite» agli ingressi. La Germania ha accolto nel 2015 oltre ottocentomila profughi provenienti in massima parte da Siria, Afghanistan e Iraq. Ha poi deciso di chiudere le sue frontiere, respingendo gli arrivi da altri paesi. Nel mese di gennaio la polizia di frontiera ha contato in Baviera — principale punto di arrivo della rotta balcanica e dei profughi provenienti dal Brennero — solo più 1655 arrivi, contro i 61.000 registrati ancora nello stesso mese un anno fa. Mettere un tetto di arrivi sarebbe quindi — dicono i commentatori — del tutto superfluo.