Parolin in Slovenia: accogliere migranti, difendere famiglia

2016-02-03 Radio Vaticana

Seconda giornata oggi della visita in Slovenia del cardinale segretario di Stato, Pietro Parolin, in occasione dell’inaugurazione della nuova nunziatura apostolica a Lubiana, dove ha incontrato le massime autorità dello Stato. Il servizio di Roberta Gisotti:

“Offrire una voce morale” “nelle relazioni internazionali”, “ricordare l’esistenza di valori trascendenti” e “difendere i pilastri su cui si regge ogni società civile, come la famiglia, sottoposti a forti pressioni da una complessa interazione di forze nel mondo di oggi”. Così il cardinale Parolin inaugurando stamane la nuova sede della rappresentanza pontificia nella capitale della Slovenia, ponendo in risalto “l’accresciuto ruolo” di questo Paese di “tradizione cristiana”, in seno alla comunità internazionale. Il cardinale Parolin è giunto sul luogo dopo aver incontrato il presidente della Repubblica, Borut Pahor, mentre ieri si è intrattenuto con il primo ministro, Miro Cerar, prima di celebrare la Messa nella cattedrale, a conclusione dell’Anno della Vita consacrata.

Domani visita al campo profughi
Rivolto a tutti i fedeli, in particolare ai consacrati e consacrate il porporato ha invitato durante l’omelia a “non perdere di vista le cose fondamentali, evitando il rischio di tralasciare l’importante per l’urgente, l’essenziale per il contingente. Tra le mille occupazioni e i tanti interessi tra le tante cose da fare e da seguire - ha sollecitato - rimanga sempre lo spazio per alimentare ogni giorno il rapporto personale con il Signore”. Prevista domani per il cardinale Parolin una visita al campo profughi di Dobova. Proprio il tema dell’immigrazione è stato al centro dell’incontro tra il segretario di Stato Vaticano e il primo ministro Cerar e della dichiarazione congiunta rilasciata presso la sede del governo sloveno. Tema, è stato sottolineato dal porporato, “tra i più urgenti, importanti e delicati che il mondo si trova ad affrontare".

“Vorrei riconoscere gli sforzi che sta facendo la Slovenia per risolvere in maniera umana e solidale questa questione, punto sul quale il Papa insiste, contro una cultura dell’indifferenza e dello scarto, che rischia di mettere da parte le persone più deboli e più vulnerabili”.

“Non si tratta - ha osservato il cardinale Parolin - di lasciare solo alcun Paese”:

“...ma si tratta di mettersi insieme. L’Europa ha le risorse, ha i valori per trovare risposta a questo problema”.

Lottare contro la povertà
Raccomandando di rimuovere le cause di questi esodi, conflitti e povertà. Ha poi elogiando i buoni rapporti tra Santa Sede e Slovenia, dove la  Chiesa cattolica è maggioritaria:

“Più Stato e Chiesa cercano di collaborare, più questo andrà a beneficio della popolazione e delle fasce anche più deboli e più vulnerabili, senza togliere nulla a quello che ormai nella nostra società pluralistica è un dato di fatto: che lo Stato deve avere relazioni con tutte le confessioni religiose”.

(Da Radio Vaticana)