Parliamo di fede
2012-06-19 L’Osservatore Romano
Giovedì 21 giugno, nella Sala conferenze dei Musei Vaticani, verrà presentato il libro Le inquietudini della fede (Venezia, Marcianum Press, 2012, pagine 104, euro 11) con interviste del regista Salvatore Nocita ai cardinali Angelo Scola, arcivescovo di Milano, e Gianfranco Ravasi, presidente del Pontificio Consiglio della Cultura,
alla storica Lucetta Scaraffia, al cantautore Roberto Vecchioni e al filosofo
Salvatore Natoli. All'incontro - che sarà introdotto da monsignor Franco
Perazzolo, direttore del Dipartimento scienze umane del Pontificio Consiglio
della Cultura, da Antonio Paolucci, direttore dei Musei Vaticani, e da Primo
Santini, amministratore delegato del Fai Service - interverranno monsignor Dario
Edoardo Viganò, presidente della Fondazione Ente dello Spettacolo, e Fabrizio
Palenzona, presidente del Fai Service, autori rispettivamente dell'introduzione
e della postfazione al volume. Al termine verrà proiettato il trailer del film
"La strada" di Paolo di Salvatore Nocita. "In una cultura in cui uno pensa di
potersi salvare da solo - ha detto Scola rispondendo alle domande del regista- o
pensa di potersi accomodare tranquillamente nella finitudine" , è inevitabile,
lo diceva il grande Nietzsche già più di un secolo fa, che ci accontentiamo di
"una vogliuzza per il giorno", di "una vogliuzza per la notte". Ci togliamo di
dosso le speranze elevate e ne diventiamo facilmente calunniatori. Arriviamo a
tarparci le ali". In un mondo che censura costantemente la morte e il limite
umano, la Resurrezione è il mistero cristiano più rimosso, ha aggiunto la
storica Lucetta Scaraffia. Il cardinale Ravasi ha citato invece un celebre
apologo di Wittgenstein: uno scienziato è come un turista che percorre il
perimetro di un'isola: guarda verso l'interno e vede quali sono le sue
caratteristiche, le può descrivere, le può persino tracciare su una mappa
geografica. Ma, se in quel momento amplia l'orizzonte del suo sguardo, si
accorge che su questa isola-uomo battono le onde dell'oceano. "La scienza è
consapevole - gli ha fatto eco il filosofo Salvatore Natoli - che quello che sa
è pochissimo rispetto a quello che si può sapere e che perciò il suo sapere è
sempre limitato e parziale". Ci aiuta ad avere presente questa "dismisura" un
concetto fuori moda come il timore di Dio, ha aggiunto il cantautore Roberto
Vecchioni: "«timore» è una traduzione abbastanza anomala perché in realtà la
parola è timè che è greca e significa non soltanto timore ma rispetto, onore
come fondamento; quindi timor di Dio non è paura di Dio, è qualche cosa di molto
più bello e più preciso".
Giovedì 21 giugno, nella Sala conferenze dei Musei Vaticani, verrà presentato il libro Le inquietudini della fede (Venezia, Marcianum Press, 2012, pagine 104, euro 11) con interviste del regista Salvatore Nocita ai cardinali Angelo Scola, arcivescovo di Milano, e Gianfranco Ravasi, presidente del Pontificio Consiglio della Cultura,
alla storica Lucetta Scaraffia, al cantautore Roberto Vecchioni e al filosofo
Salvatore Natoli. All'incontro - che sarà introdotto da monsignor Franco
Perazzolo, direttore del Dipartimento scienze umane del Pontificio Consiglio
della Cultura, da Antonio Paolucci, direttore dei Musei Vaticani, e da Primo
Santini, amministratore delegato del Fai Service - interverranno monsignor Dario
Edoardo Viganò, presidente della Fondazione Ente dello Spettacolo, e Fabrizio
Palenzona, presidente del Fai Service, autori rispettivamente dell'introduzione
e della postfazione al volume. Al termine verrà proiettato il trailer del film
"La strada" di Paolo di Salvatore Nocita. "In una cultura in cui uno pensa di
potersi salvare da solo - ha detto Scola rispondendo alle domande del regista- o
pensa di potersi accomodare tranquillamente nella finitudine" , è inevitabile,
lo diceva il grande Nietzsche già più di un secolo fa, che ci accontentiamo di
"una vogliuzza per il giorno", di "una vogliuzza per la notte". Ci togliamo di
dosso le speranze elevate e ne diventiamo facilmente calunniatori. Arriviamo a
tarparci le ali". In un mondo che censura costantemente la morte e il limite
umano, la Resurrezione è il mistero cristiano più rimosso, ha aggiunto la
storica Lucetta Scaraffia. Il cardinale Ravasi ha citato invece un celebre
apologo di Wittgenstein: uno scienziato è come un turista che percorre il
perimetro di un'isola: guarda verso l'interno e vede quali sono le sue
caratteristiche, le può descrivere, le può persino tracciare su una mappa
geografica. Ma, se in quel momento amplia l'orizzonte del suo sguardo, si
accorge che su questa isola-uomo battono le onde dell'oceano. "La scienza è
consapevole - gli ha fatto eco il filosofo Salvatore Natoli - che quello che sa
è pochissimo rispetto a quello che si può sapere e che perciò il suo sapere è
sempre limitato e parziale". Ci aiuta ad avere presente questa "dismisura" un
concetto fuori moda come il timore di Dio, ha aggiunto il cantautore Roberto
Vecchioni: "«timore» è una traduzione abbastanza anomala perché in realtà la
parola è timè che è greca e significa non soltanto timore ma rispetto, onore
come fondamento; quindi timor di Dio non è paura di Dio, è qualche cosa di molto
più bello e più preciso".






