Papa presto in Messico, viaggio nel cuore dell'America Latina

2016-02-05 Radio Vaticana

Un viaggio che permetterà al Papa di toccare tutte le realtà del Messico. Dal 12 febbraio sera, Francesco sarà nel Paese latinoamericano, dove rimarrà fino al 17. Di particolare impatto la messa a Ciudad Juarez, a poche decine di  metri dal confine con gli Usa. Il viaggio presentato in Sala Stampa vaticana da padre Federico Lombardi. Alessandro Guarasci:

Città del Messico, le regioni dove sono gli indios, il nord caratterizzato dalla violenza e dal filo spinato che separa con gli Usa. Il Papa toccherà tutte le anime di questo immenso Paese. Molti i trasferimenti con le cinque papamobili, il che fa pensare a grandi bagni di folla. Punto centrale, però, sarà la visita alla Basilica della Nostra Signora di Guadalupe, da sempre venerata dal Papa, come dice padre Lombardi:

“Ha parlato del suo affetto, della sua devozione per la Madonna di Guadalupe, per la sua consapevolezza che questa devozione significa per i messicani – non solo per i cattolici, ma per tutti i messicani e per tutti i latinoamericani e gli americani. Quindi, è un momento alto del viaggio, la celebrazione della Messa alla Basilica di Guadalupe”.

Ma poi anche la visita a un ospedale pediatrico, dove Francesco incontrerà il personale e i piccoli pazienti, alcuni malati gravi. L’incontro con famiglie e giovani, il confronto con le autorità e il clero. Da notare anche la Messa con gli indigeni nel Chapas, il Papa ha infatti autorizzato ufficialmente l'uso delle lingue indigene nella Liturgia, come afferma padre Lombardi:

““Questa Messa è pensata soprattutto per le comunità indigene del Chiapas. E infatti nella Messa che è quella del lunedì della prima settimana di Quaresima, quella normalmente prevista dalla liturgia, però ci sono molti elementi indigeni: letture, canti e parti della Messa sono nelle lingue locali. Ci sono, se ho capito, almeno tre lingue indigene”.

Il Papa poi passerà un’intera giornata a Ciudad Juarez, nel nord, terra difficile, caratterizzata da violenze e sparizioni. Nel carcere vedrà 700 detenuti, poi celebrerà la Messa dal palco a 80 metri dalla frontiera. Sono attese centinaia di migliaia di persone e, al di là del filo spinato, dunque in territorio statunitense, altri 50 mila fedeli ascolteranno le parole del Pontefice. Ancora padre Lombardi:

“E’ una tappa molto, molto forte, anche come significato. Ricordiamo che il Papa aveva detto che aveva pensato di entrare negli Stati Uniti dal Messico. Il fatto cioè di questa presenza sul confine è qualcosa che teneva molto presente nel suo cuore. Insomma, sa che questo è un luogo estremamente significativo delle problematiche sociali e umane”.

(Da Radio Vaticana)