L'omaggio del Santo Padre alla Madonna Salus populi romani dopo viaggio apostolico

2017-12-03 Radio Vaticana

Omaggio alla Madonna Salus Populi Romani
Si è recato stamane il Papa nella Basilica romana di Santa Maria Maggiore per rendere omaggio alla Madonna della Salus populi romani, dopo il suo viaggio in Myanmar e Bangladesh. Francesco, che ha deposto dei fiori bianchi sotto l’antica immagine, è rientrato in Vaticano ieri sera, dopo essere atterrato a Roma, all’aeroporto di Fiumicino alle ore 21,40.

Con un invito alla “pace sociale”, rivolto ai giovani non solo cattolici, si è concluso dunque il 21mo Viaggio apostolico di Francesco, iniziato il 26 novembre e conclusosi il 2 dicembre, nei due Paesi asiatici ."Cari amici di Myanmar e Bangladesh - ha scritto il Papa in un tweet prima di lasciare  la città di Dhaka - grazie per la vostra accoglienza! Invoco su di voi le divine benedizioni di armonia e di pace".

I telegrammi di Papa Francesco ai presidenti dei Paesi sorvolati
Una volta rientrato in Vaticano, Papa Francesco come di consueto ha inviato telegrammi alle autorità dei 13 Paesi sorvolati nel corso del suo viaggio di ritorno da Dhaka a Roma, nell’ordine: Bangladesh, India, Pakistan, Afghanistan, Turkmenistan, Azerbaigian, Georgia, Turchia, Bulgaria, Serbia, Bosnia ed Erzegovina, Croazia e Italia.

In particolare al presidente della Repubblica del Bangladesh, Abdul Hamid e “all’amato popolo del Paese” il Papa ha rinnovato i ringraziamenti per “la generosa accoglienza e le molte gentilezze dimostrate durante la visita” pastorale, e ha assicurato la sua “continua preghiera” invocando “la benedizione dell’Onnipotente che porti armonia e prosperità nel Paese”.

La benedizione divina portatrice di “armonia e prosperità” Francesco ha invocato anche per i cittadini di Turkmenistan e di Bosnia ed Erzegovina, nei telegrammi inviati rispettivamente ai presidenti dei due Paesi: Gurbanguly Berdimuhamedow e Dragan Čovič.

“Benessere e pace” è la benedizione invocata per l’India dal Papa, che ha scritto al presidente Ram Nath Kovind, mentre per il Pakistan, attraverso il presidente Mamnoon Hussain ha auspicato una benedizione e che infonda “armonia e forza sulla nazione”. Gli stessi doni di forza e armonia Francesco ha chiesto anche per la Georgia, nel suo telegramma al presidente Giorgi Margvelashvili.

Abbondanza per la nazione” è il dono  augurato per l’Afghanistan e la Turchia dal pontefice che ha scritto rispettivamente ai presidenti Ashraf Ghani e Recep Tayyip Erdoğan, mentre “concordia e pace” sono l’augurio per il presidente Ilham Aliyev e tutto il popolo dell’Azerbaigian.

Per il popolo della Bulgaria e il suo presidente, Rumen Radev, il Papa ha invocato la benedizione del Signore,  assicurando inoltre  “la propria preghiera” per le nazioni di Serbia e Croazia, scrivendo ai loro presidenti, Aleksander Vučič e Kolinda Grabar-Kitarovič.

Infine il Papa ha inviato un telegramma al presidente della Repubblica italiana, Sergio Mattarella,  raccontando il proprio incontro con “quelle popolazioni impegnate nel processo di costruzione di un ordine sociale sempre più giusto e aperto al dialogo con tutti” e invocando la propria benedizione sull’Italia, “affinché avanzi coraggiosa nei sentieri della solidarietà e dell’inclusione sociale dei più deboli”. In risposta, il Capo di Stato italiano ha inviato a Francesco un affettuoso pensiero: “Questo suo pellegrinaggio in Asia avrà lunga e feconda eco nei Paesi che così calorosamente l'hanno accolta in ogni sua tappa – ha scritto - sono convinto che le sue parole a favore del dialogo e della comprensione, così come la sua testimonianza della vicinanza caritatevole della Chiesa, arrecheranno vivo conforto alle popolazioni del Myanmar e del Bangladesh”.   

 

 

(Da Radio Vaticana)