Papa: no a sfruttamento lavoratori, Dio chiederà conto a schiavisti

2016-02-17 Radio Vaticana

La mancanza di opportunità di lavoro sostenibile è uno dei più grandi flagelli a cui sono esposti i giovani messicani perché la piaga della povertà, generata dalla disoccupazione, può diventare terreno fertile per il narcotraffico. E’ quanto ha affermato Papa Francesco incontrando oltre 3 mila rappresentanti del mondo del lavoro a Ciudad Juárez. “Quando il capitale – ha detto il Papa - è l’unico guadagno possibile, questo si chiama esclusione”. Il servizio di Amedeo Lomonaco:

La sfida, indicata dal Papa, è quella di investire sulle persone superando il paradigma dominante dell’utilità economica. Il confronto è la soluzione per “tessere relazioni durature”, costruire il domani e ricomporre i legami sociali “logorati dalla mancanza di comunicazione”. Il Santo Padre ha esortato i rappresentanti di diverse organizzazioni di lavoratori a superare le contrapposizioni, ad impegnarsi per fare in modo che il lavoro sia uno spazio per “costruire società e cittadinanza”. Il negoziato - ha spiegato - porta a perdere qualcosa ma è fonte di miglioramento per tutti. Il Pontefice ha anche ricordato una comune responsabilità: quella di creare “opportunità di lavoro dignitoso” in una terra flagellata dalla disoccupazione, dove la povertà può diventare “terreno favorevole per cadere nella spirale del narcotraffico e della violenza”:

“No se puede dejar solo y abandonado…
Non può essere lasciato solo e abbandonato il presente e il futuro del Messico”.

Il paradigma dell’utilità economica, come principio delle relazioni personali, non solo provoca “la perdita della dimensione etica delle imprese” ma dimentica la vera ricchezza:

“La mejor inversión que se puede realizar…
Il migliore investimento che si può fare è quello di investire sulla gente, sulle persone, sulle loro famiglie”.

La mentalità dominante, che subordina le persone alla finanza, porta in molti casi “a sfruttare i dipendenti come oggetti da usare e gettare”. Il capitale condiziona così la vita delle persone e deforma la società:

“Dios pedirá cuenta a los esclavistas de nuestros días...
Dio chiederà conto agli schiavisti dei nostri giorni e noi dobbiamo fare tutto il possibile perché queste situazioni non si verifichino più”.

Ogni volta che l’integrità delle persone “è minacciata o ridotta ad un bene di consumo”, la Chiesa sarà “una voce profetica che aiuterà tutti a non perdersi nel mare seducente dell’ambizione”. “Non si può lasciare il futuro – ha affermato Papa Francesco – nelle mani della corruzione, della brutalità, della mancanza di equità”. Tante volte – ha spiegato il Papa rivolgendosi ad imprenditori e lavoratori – non è facile trovare un accordo in un mondo sempre più competitivo e non è facile portare tutte le parti ad una trattativa. Ma la mancanza di trattative - ha osservato il Papa - è uno scenario preoccupante perché si lascia al guadagno e al profitto la possibilità “di determinare il destino dei popoli”.

“El lucro y el capital no son un bien…
Il guadagno e il capitale non sono beni al di sopra dell’uomo, ma sono al servizio del bene comune”.

Papa Francesco ha infine invitato a sognare un Messico in cui i genitori abbiano il tempo per giocare con i figli. "Vi invito a sognare - ha concluso - il Messico che i vostri figli meritano". Un Messico che "sappia riconoscere nell'altro la dignità di figlio di Dio".

(Da Radio Vaticana)