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Papa nell'ospedale pediatrico, messaggio di fede e speranza

2016-02-14 Radio Vaticana

Oggi, domenica, il Papa visita l’ospedale pediatrico “Federico Gomez” di Città del Messico. Una struttura di eccellenza nel Paese, attiva dal dopoguerra, e specializzata in malattie oncologiche e malformazioni natali. Silvonei Protz ha intervistato il direttore generale Josè Alberto Garcia Arranda:

R. – Entonces, como le decía, este es un hospital publico…
Questo è un ospedale pubblico che si occupa dei bambini più poveri del Paese. Per essere un ospedale di terzo livello ha la caratteristica di occuparsi solo di malattie gravi. I bambini che curiamo vengono da tutto il Paese e di questi solo il 5 per cento proviene dal distretto federale, mentre il 95 per cento da tutto il Paese.

D. – Quanti bambini all’anno più o meno passano da qui?

R. – Los podemos dividir en dos diferentes grupos…
Possiamo dividerli in due gruppi differenti. Un gruppo è rappresentato dai bambini che vengono per la visita esterna, nella parte esterna dell’ospedale, dove ci occupiamo di circa 255 mila bambini all’anno. I bambini, invece, ricoverati, di cui ci occupiamo nella parte interna dell’ospedale, sono circa 6 mila durante l’anno.

D. – Il Santo Padre verrà a fare una visita. Che significa questa visita?

R. – Que significa para los niños enfermos, para los papás de los niños enfermos?…
Che significa per i bambini malati, per i genitori dei bambini malati? Un messaggio di fede, un messaggio di speranza e di misericordia, come lui ha detto recentemente, per tutti quelli che soffrono. E questi bambini che sono poveri, questi bambini che hanno malattie gravi, soffrono moltissimo.

D. – Il Santo Padre farà anche una visita privata…

R. – Sì, después de terminar el acto público…
Sì, al termine della parte pubblica, dove incontrerà 36 bambini e alcune persone chiamate lì per riceverlo, passeremo nel reparto oncologico, dove verrà ricevuto da 25 bambini malati di cancro. Sono bambini che stanno recuperando, anche se non del tutto, e potranno stare sulla sedia a rotelle, qui, all’entrata dell’edificio, nella sala d’ingresso di questo edificio, e li porteremo direttamente alla ludoteca. La ludoteca è una stanza di vetro dove i bambini giocano, come dice il nome stesso, e dove si possono divertire mentre si fa loro il trattamento, mentre aspettano la visita e così via. Lì abbiamo un simbolo che per me è bellissimo: una campana. Questa campana la suona solo il bambino che guarisce dal cancro. Quel bambino viene accompagnato da altri bambini della comunità che sono malati come lui e suona la campana. E secondo noi, secondo la nostra interpretazione, è come se suonando la campana il bambino avvertisse il Cielo che si è liberato dalla malattia, come se ringraziasse il Cielo. Questo farà parte della visita ed io, fuori da questa stanza di vetro, lo spiegherò al Papa. Se lui vorrà entrare, sarà una sua decisione.

D. – Ci sarà una cerimonia di questo tipo?

R. – Sì, hay dos niños que …
Sì, la settimana passata due bambini sono stati dichiarati guariti dal cancro. Quindi questi due bambini entreranno lì dov’è la campana con altri bambini e la suoneranno per fare una cerimonia completa di fronte a lui.

(Da Radio Vaticana)