Papa: missionario di pace in Messico per abbracciare chi soffre

2016-02-08 Radio Vaticana

Vengo come “missionario della misericordia e della pace”. A quattro giorni dal viaggio apostolico in Messico, Papa Francesco invia un video messaggio al popolo messicano in cui sottolinea che è suo grande desiderio abbracciare la gente e in particolare quelli che soffrono. Ancora, il Papa ribadisce la sua devozione filiale per la Vergine Maria e confida la sua grande gioia nel poter recarsi al Santuario della Madonna di Guadalupe. Il servizio di Alessandro Gisotti:

“Qué pretende el Papa con este viaje?...”
“Cosa vuole il Papa con questo viaggio?” Francesco esordisce con questa domanda nel video-messaggio rivolto al popolo messicano. “La risposta – afferma – è immediata e semplice: desidero venire come missionario della misericordia e della pace; incontrarmi con voi per confessare insieme la nostra fede in Dio e condividere una verità fondamentale nella nostra vita: che Dio ci ama molto, che ci ama con un amore infinito, aldilà dei nostri meriti”. Il Papa sottolinea di voler “stare il più vicino possibile” alla gente, “in modo speciale a coloro che soffrono, per abbracciarli e dire loro che Gesù li ama molto, che Lui sempre sta al loro fianco”.

“Me alegra saber ques se están preparando para al viaje con mucha oración…”
“Mi rallegra sapere – prosegue il Papa – che vi state preparando al viaggio pregando molto”. La preghiera, dice, “allarga il nostro cuore e lo prepara a ricevere i doni di Dio”. La preghiera, ribadisce, “illumina i nostri occhi, per saper vedere gli altri così come li vede Dio, per amare come ama Dio”. E ringrazia quanti pregano per lui, “perché – evidenzia – ne ho bisogno”. Francesco confida dunque uno dei suoi “desideri più grandi”: “Poter visitare la casa della Vergine Maria”.

“Como un hijo más me acercaré a la Madre…”
“Come un figlio in più – afferma – mi avvicinerò alla Madre e porrò ai suoi piedi tutto quello che mi porto nel cuore”. E’ “bello – soggiunge – poter visitare la casa materna e sentire la tenerezza della sua presenza benevola. Lì la guarderò negli occhi e la supplicherò perché non smetta di guardarci con misericordia, perché Lei è la nostra Madre del Cielo”. A lei, conclude il Papa, “affido da ora il mio viaggio e tutti voi, miei cari fratelli messicani”.

(Da Radio Vaticana)