Papa: la Chiesa è un luogo di guarigione per tutti

2017-08-09 Radio Vaticana

Al termine della catechesi all’udienza generale, Papa Francesco ha salutato i vari gruppi di pellegrini giunti da tutto il mondo esortando tutti ad essere viva testimonianza dell’amore misericordioso di Dio, un amore che sia speranza per ogni persona perché Dio non nega la sua misericordia a nessuno.

L’impegno è quello di “rimanere fedeli a Cristo Gesù” che “ci sfida a uscire dal nostro mondo piccolo e ristretto verso il Regno di Dio e la vera libertà” per “portare la Benedizione di Dio a tutti gli uomini”.

”Gesù - ha ribadito il Papa - non ha fondato una ‎chiesa composta da persone buone e giuste, ma da peccatori e da deboli che hanno ‎sperimentato la misericordia di Dio e cercano di vivere la sua volontà, attraverso ‎i sentieri della loro vita quotidiana. Quindi la missione primaria e fondamentale ‎della Chiesa è quella di essere un ospedale da campo, e un luogo di guarigione, di ‎misericordia e di perdono e di essere la fonte di speranza per tutti i sofferenti, i ‎disperati, i poveri, i peccatori, e gli scartati”.

“Il perdono dei nostri peccati che riceviamo come dono dell’amore misericordioso di Cristo - è l’esortazione del Papa - sia per noi fonte di speranza e motivo per essere misericordiosi per gli altri”.

Infine il Papa ha salutato i pellegrini di lingua italiana. Queste le sue parole:

“In particolare, desidero rivolgere una parola di benvenuto alle Religiose di Maria Immacolata-Missionarie Clarettiane, riunite nel Capitolo generale, come pure alle Suore della Carità di Santa Giovanna Antida, che si stanno preparando a celebrare i voti perpetui. Care sorelle, siate sempre gioiose, anche rumorose, e testimoniate dappertutto la bellezza della vostra consacrazione a Dio e al Vangelo. Saluto i fedeli della parrocchia di Santa Maria del Carmine in Sant’Elia Fiumerapido, affidandoli alla Vergine Santa perché renda l’esistenza di ciascuno ricca di frutti di bene.

Il mio cordiale pensiero si volge, infine, ai giovani, ai malati e agli sposi novelli, venuti a Roma in questo periodo. Auspico, cari giovani, che l’incontro con tanti luoghi carichi di cultura, di arte e di fede sia occasione propizia per conoscere e imitare l’esempio lasciatoci da tanti testimoni del Vangelo qui vissuti, come san Lorenzo, di cui domani ricorre la festa. Incoraggio voi, cari malati, ad unirvi costantemente a Gesù sofferente nel portare con fede la croce per la redenzione del mondo. Auguro a voi, cari sposi novelli, di costruire la vostra nuova famiglia sul solido fondamento della fedeltà al Vangelo dell’Amore”.

(Da Radio Vaticana)