​Papa Francesco in Messico dopo lo storico abbraccio con il Patriarca Cirillo all’Avana - Siamo fratelli e Vescovi

2016-02-13 L’Osservatore Romano

«Non siamo concorrenti ma fratelli». Mossi da questa convinzione — messa nero su bianco nella dichiarazione comune firmata nel pomeriggio di venerdì 12 febbraio — Papa Francesco e il Patriarca di Mosca e di tutta la Russia, Cirillo, si sono incontrati all’aeroporto dell’Avana, prima storica tappa del viaggio che ha condotto il Pontefice in Messico.

Un abbraccio — il primo nella storia dopo quasi un millennio di divisioni — tra due «fratelli» e due «vescovi» spinti dalla stessa «preoccupazione pastorale», come ha spiegato il Pontefice durante il volo che da Cuba lo ha portato a Città del Messico, dove è giunto nella serata di venerdì.

«Si sentiva la gioia» ha confidato Francesco descrivendo lo spirito della lunga conversazione — circa due ore di colloquio — conclusasi con la firma della dichiarazione e lo scambio di due brevi discorsi. Con gli stessi accenti il Patriarca e il Papa hanno rimarcato la disposizione all’ascolto e alla reciproca comprensione che ha caratterizzato il loro dialogo. Dal quale, ha assicurato Cirillo, è scaturita la volontà di «cooperare» e di «lavorare insieme» soprattutto su alcune grandi questioni che chiamano all’impegno tutti i credenti: le persecuzioni nei confronti dei cristiani nel mondo, la guerra, gli attentati alla vita umana, la famiglia e l’etica, la partecipazione della Chiesa alla vita della società.

«L’unità si fa camminando» ha ricordato da parte sua Papa Francesco, sottolineando l’atteggiamento di «umiltà fraterna» del Patriarca e confessando di aver «sentito la consolazione dello Spirito Santo in questo dialogo». Dal Pontefice anche parole di riconoscenza per le autorità e la popolazione di Cuba, che con la loro disponibilità hanno reso possibile l’incontro. «Di questo passo — ha commentato sorridendo — Cuba sarà la capitale dell’unità!».

La diretta video del viaggio del Papa