Papa Francesco a Greccio: riscoprire Gesù nei piccoli e negli umili

2016-01-05 Radio Vaticana

Chiedere a Dio la grazia di vedere la Stella che ci porta a Gesù: questa la preghiera di Papa Francesco ieri pomeriggio, durante la sua visita a sorpresa al Santuario di Greccio, in provincia di Rieti, là dove si è diffusa in tutto il mondo grazie a San Francesco la tradizione del Presepe. Il servizio di Sergio Centofanti:

Una sorpresa per tutti
E’ stata una vera sorpresa per tutti. Papa Francesco è arrivato in auto al Santuario per visitare la Grotta del Presepe e i luoghi in cui è stato San Francesco. Prima però ha incontrato un gruppo di giovani della Diocesi reatina che qui stavano concludendo un Meeting. “Il vescovo – ha esordito il Papa tra i giovani sbalorditi - mi ha fatto capire che in questi giorni natalizi era una cosa buona venire a pregare a Greccio. E sono venuto a pregare. Ma non mi spiego – ha aggiunto scherzando - con quale bugia vi ha attirato qui!”.

Il segno dell'umiltà di Dio
Quindi, ha svolto una breve riflessione sui segni del Natale. Il primo segno è quello che gli Angeli indicano ai pastori: un bambino appena nato posto su una mangiatoia. E’ “la piccolezza di Dio – ha detto il Papa - Dio si è abbassato, si è annientato per essere uno come noi, per camminare davanti a noi”. Questa piccolezza, questa mitezza di un bambino, è “l’umiltà di Dio che va contro l’orgoglio, la sufficienza, la superbia”. Il Papa ha invitato a porsi la domanda: “La mia vita è una vita mite, umile, che non ‘spuzza’ sotto al naso, che non è orgogliosa?”.

Lasciarsi guidare dalla Stella
Un altro segno – ha detto - è la Stella dei Re Magi: “Il cielo è pieno di stelle” ma loro ne hanno vista “una speciale, una Stella che li muoveva a lasciare tante cose e a incominciare un cammino” che non sapevano dove li portasse. “Quando nella nostra vita - ha commentato - non troviamo qualche stella speciale che ci chiama a fare qualcosa di più, qualcosa di buono, a intraprendere un cammino, anche a prendere una decisione … qualcosa non va. E dobbiamo chiedere la grazia di scoprire la Stella che Dio oggi vuol farmi vedere, perché quella Stella mi condurrà a Gesù”.

Scoprire Gesù nei piccoli e nei poveri
“Ma i Magi – ha proseguito - sono stati furbi, perché si sono lasciati guidare dalla Stella” e hanno capito che non li conduceva nel palazzo di Erode con tutto il suo splendore. “Mi auguro – ha concluso - che la vostra vita venga accompagnata sempre da questi due segnali, che sono un dono di Dio: che non vi manchi la Stella e non vi manchi l’umiltà di riscoprire Gesù nei piccoli, nei poveri, negli umili, nei poveri, in quelli che sono scartati dalla società e anche dalla propria vita”. 

Sulla visita del Papa ascoltiamo il guardiano del Santuario di Greccio, padre Alfredo Silvestri, al microfono di Alessandro Guarasci:

R. – Noi eravamo nel Santuario ed abbiamo visto il Santo Padre scendere dalle scale e fermarsi subito alla Grotta del Presepe in silenzio. Tutto si è svolto in silenzio. Abbiamo visitato la Grotta del Presepe, poi siamo andati al dormitorio di San Francesco – dove dormiva Francesco - poi siamo saliti sopra al dormitorio di San Bonaventura, abbiamo visitato la prima cappella dedicata a San Francesco risalente al 1228. Infine si è recato in chiesa per una piccola preghiera. La visita si è conclusa in pochissimo tempo.

D.- Qual è stato il suo rapporto con la  gente? È stato avvicinato?

R. – Sì, fuori nel piazzale c’erano 15 -20 persone. Lui si è fermato, ha chiesto di pregare per lui.

D. – Lei cosa ha percepito nei gesti del Papa venendo al Santuario?

R. – La grande semplicità e il grande amore per i luoghi francescani, nella sua semplicità, senza dire parole. Il  2 gennaio di 32 o 33 anni fa, qui a Greccio c’è stata la visita di Giovanni Paolo II. Sicuramente nel nostro cuore qualcosa deve cambiare, prima di tutto in noi stessi.

Sull'incontro con i giovani, ascoltiamo la testimonianza di uno di loro, David, sempre al microfono di Alessandro Guarasci:

R. – Eravamo alla conclusione del Meeting, era il momento dell’incontro, subito dopo pranzo, per i saluti e ci è stata annunciata una sorpresa. Ci siamo riuniti, quindi, di nuovo tutti nel salone, dove si sono svolti tutti gli incontri, e tutto ci aspettavamo tranne che dalla porta arrivasse quest’uomo vestito di bianco ... Può immaginare allora il boato dei ragazzi, la contentezza, l’emozione ed anche le lacrime di gioia. E’ stato veramente un momento di forte commozione.

D. – Che cosa vi ha detto il Papa?

R. – Il Papa ci ha indicato, attraverso i segni del Natale, un percorso per il quotidiano, per la vita dei giovani: delle cose da inseguire; il cercare di non dimenticare mai che Dio si è fatto piccolo a Natale, per presentarsi all’uomo, e che quindi a partire dalle cose piccole si possono fare poi grandi cose. Del resto lo slogan del Meeting riprendeva quello che diceva San Francesco: “Partite dal necessario e vi troverete a fare alla fine anche l’impossibile”.

D. – E da voi quali sollecitazioni sono arrivate al Papa?

R. – L’attimo è stato breve e intenso, quindi non c’è stato un momento  in cui i ragazzi hanno potuto interpellare il Papa. E’ stato molto bello il fatto che il Santo Padre, nell’abbraccio finale con i ragazzi, li abbia invitati a pregare per lui. Questo ha sicuramente commosso tutti. C’è stato un saluto che noi speriamo sia un arrivederci.

(Da Radio Vaticana)