Papa: favorire formazione giovani e amore verso umanità più bisognosa

2017-09-16 Radio Vaticana

Un invito a “ritornare al primo e unico amore”, quindi a “tenere fisso lo sguardo sul Signore Gesù Cristo” per imparare ad amare “con cuore umano”, a prendersi cura delle “pecore smarrite e ferite”, per adoperarsi in favore di “giustizia” e “solidarietà” verso i deboli e i poveri e di “speranza e dignità” ai diseredati, andando “dovunque un essere umano attende di essere accolto e aiutato”. Così il Papa ricevendo in Sala Clementina i partecipanti al Capitolo generale dei Missionari del Sacro Cuore di Gesù, 85 persone. Ricordando come l’Istituto sia stato fondato dal sacerdote Jean Jules Chevalier, puntando a testimoniare “l’amore tenero e misericordioso di Gesù” verso tutti, specialmente oggi verso quelle “porzioni di umanità più bisognose”, Francesco sottolinea come, essendo missionari nel mondo, il primo vangelo che la Chiesa affida loro è quello di mostrare “l’amore appassionato e tenero di Dio per i piccoli, gli ultimi, gli indifesi, gli scartati della terra”.

Il Pontefice nota come, benché anche i Missionari del Sacro Cuore di Gesù abbiano sofferto “una certa diminuzione” numerica rispetto al loro secolo e mezzo di vita, “l’aumento delle vocazioni” in Sud America, Oceania e Asia “conforta” e “dà speranza per il presente e il futuro”, in modo che “anche la formazione cristiana della gioventù” possa essere “garantita e incrementata”. Francesco evidenzia inoltre come sia “urgente” oggi il compito di educare e accompagnare le nuove generazioni “ad apprendere i valori umani e a coltivare una visione evangelica della vita e della storia”. Evoca l’“emergenza educativa” in atto, che è “senz’altro” una delle “frontiere” della missione evangelizzatrice della Chiesa, “verso le quali tutta la comunità cristiana è invitata ad uscire”.

La Congregazione dei Missionari del Sacro Cuore di Gesù, osserva il Papa, conta un “buon numero” di membri, fra i quali un “consistente gruppo di religiosi fratelli”, che - aggiunge - sono “una grazia del Signore”. L’esortazione è dunque a non cedere “al male del clericalismo, che allontana il popolo e specialmente i giovani dalla Chiesa”, e a vivere una “vera fraternità, che accoglie le diversità e valorizza la ricchezza di ciascuno”. Invita quindi a non avere “paura” di continuare e incrementare “la comunione con i laici” che collaborano nell’apostolato dei Missionari. Con loro e “con le sorelle della congregazione femminile”, prenderà vigore una più grande ‘famiglia carismatica’, che meglio mostrerà la vitalità e l’attualità del carisma di Jean Jules Chevalier.

di Giada Aquilino

(Da Radio Vaticana)