Papa ai giovani: siete ricchezza del Messico, Cristo vostra speranza

2016-02-17 Radio Vaticana

“Essere giovani in Messico è la più grande ricchezza e non può essere sacrificata”. E’ forte l’incoraggiamento che Papa Francesco ha rivolto ieri agli oltre 100mila giovani riuniti allo stadio " Morelos y Pavòn" di Morelia, che lo hanno fatto cantare e commuovere, al termine della quarta giornata del suo viaggio apostolico. In più di un’ora di musiche, coreografie spettacolari, preghiere e testimonianze, Francesco, che i giovani hanno chiamato ”fratello e padre”, ha risposto, in un dialogo spontaneo e animato, alla loro sete di valori, famiglia, pace e giustizia, con una sola parola: Gesù Cristo. Il servizio di Gabriella Ceraso:

E’ una distesa sterminata di palloncini colorati e mani alzate quella che accoglie allo stadio la piccola vettura elettrica che conduce il Papa fino al grande palco bianco. E la festa tanto attesa, entra nel vivo.

Testimonianze e preghiere per la pace e la famiglia
Sfilano le bandiere di tutte le diocesi, cortei di balli tradizionali si alternano a coreografie in movimento. Dominano i colori diversi di grandi farfalle monarca delle Americhe, fino al volo di migliaia di palloncini bianchi e ad una imponente croce issata verso il cielo.

Ma l'incontro col Papa non è solo canti, musiche e danze: per i giovani giunti da ogni parte del Messico è l’occasione per raccontare al loro“ padre” e “fratello maggiore”, successi e sofferenze della loro vita reale:

Violenza, corruzione, narcotraffico, poco lavoro, cattiva educazione sessuale e perdita di rapporti umani ci “condizionano”, dicono alternandosi in quattro sul palco, mentre il Papa prende appunti; eppure le nostre aspirazioni sono la famiglia e la pace.

Giovani ricchezza del Messico: Cristo la vostra speranza
“Vogliamo vincere tiepidezza, paura e conformismo”, “vogliamo essere giovani in uscita come lei chiede”. Ma a “cosa aggrapparci per avere speranza?” E il Papa, che si è lasciato coinvolgere e commuovere da un affetto travolgente, lascia loro una parola, “base di tutto”, Gesù Cristo.

Ustedes son la riqueza de México, ustedes son la riqueza de la Iglesia …
“Voi siete la ricchezza del Messico e la ricchezza della Chiesa e non vi sto prendendo in giro o adulando …Siete ricchezza che occorre trasformare in speranza, come la materia prima da lavorare. Ma non c’è speranza se non c’è stima di sè, se c’è chi ti svaluta, ti mette in disparte, ti fa sentire di seconda o quarta categoria - cosa che annienta e uccide - o, ancora peggio, ti fa credere che vali solo perchè sei ricco".

Cristo smentisce i tentativi di sentirvi inutili
Es difícil sentirse la riqueza de una nación cuando no se tienen oportunidades ...
"Capisco, aggiunge, che è difficile sentirsi ricchezza per la nazione quando non ci sono opportunità di lavoro degne, quando i diritti sono negati. Ma ve lo ripeto, è così, perché:

Porque como ustedes creo en Jesu Cristo …
“Perché come voi credo in Gesù Cristo …". E’ Lui che trasforma la ricchezza in speranza, che “risveglia l’incanto di sognare” e ti fa dire che l’unico modo di vivere non è nella povertà, nell’emarginazione, nel narcotraffico. E’ Gesù Cristo che “ smentisce tutti i tentativi di rendervi inutili o meri mercenari di ambizioni altrui”.

Cristo unico sostegno alle vostre cadute
Dunque “abbracciatevi a Lui quando tutto sembra pesante e il mondo pare che ci cada addosso” e soprattutto ribadisce il Papa con forza, non staccatevi dalla sua mano e se cadete, lasciatevi rialzare, perché come si dice in un canto di montagna:

En el arte de ascender el triunfo no está en no caer sino en no permanecer caído ...
“Nell’arte di ascendere, il trionfo non è nel non cadere ma nel non rimanere a terra”. Mai dunque rimanere “caduti”, ripete il Papa, e ricordate che solo Gesù Cristo vi dà una mano. E se è un amico a cadere stategli accanto e con l’”ascolto-terapia” dategli forza, in nome di Cristo.

Giovani costruttori di santuari: famiglia base della nazione
“Siate furbi come serpenti e umili come colombe”: questa l’immagine che il Papa lascia ai giovani, insieme alle tre parole chiave “speranza, ricchezza e dignità”. E come impegno li chiama a “costruire santuari”: non luoghi fisici, spiega, ma comunità, parrocchie e soprattutto famiglie, dove si impara la condivisione, il discernimento, il vero amore; famiglie che sono, dice, “la prima scuola e la pietra di base di una grande nazione”.

Gli ultimi momenti di questo indimenticabile incontro sono dedicati ad una preghiera corale che il Papa guida, rivolto alla Vergine di Guadalupe:

Que nos haga conscientes de la riqueza que Dios nos dio ...
“Che ci renda coscienti della ricchezza che Dio ci ha donato”, ci accresca nella speranza che è Gesù Cristo, in modo da camminare nella vita con la dignità dei cristiani”.

(Da Radio Vaticana)