Papa a vescovi messicani: solo la tenerezza di Dio conquista i cuori

2016-02-13 Radio Vaticana

Non abbiate paura della trasparenza, siate vicini alla gente, testimoni del Signore e non prìncipi: sono alcune parole del lungo e articolato il discorso che il Papa ha rivolto ai vescovi del Messico riuniti nella cattedrale dell' Assunzione nel cuore della capitale. A loro ha affidato i giovani, il rispetto e la riconoscenza per i popoli indigeni e i migranti, da seguire, ha detto, anche oltre le frontiere. Forte l'appello del Pontefice alla lotta al narcotraffico con un serio e qualificato progetto pastorale che includa tutti. Il servizio di Gabriella Ceraso:

Solo 800 metri separano il Palazzo Nazionale di Città del Messico, dalla Cattedrale dell’Assunzione: per il Papa è lo spazio per un nuovo, intenso e gioioso bagno di folla, tra suoni e canti, fino al cancello d'ingresso della Chiesa, dove riceve le chiavi della città per poi fare il suo ingresso e fermarsi a pregare a lungo silenziosamente all’Altare del Perdono.

La tenerezza di Dio è l'unica forza che conquista il cuore dell’uomo
“Entro con pasos suaves..."
"Entro con passo delicato in questa casa sacra che la Vergine Morenita domandò. Qui si trova il cuore segreto di ogni messicano”. Da subito l’ampio discorso rivolto ai vescovi, si centra sul modello della Madonna di Guadalupe. “Come vorrei” - dice - ”che fosse Lei stessa a recarvi nel profondo dell’anima quanto fluisce dal cuore del Papa”.

“Ante todo, la Virgen Morenita nos enseña que la única fuerza capaz"...
“Anzitutto la Vergine Morenita ci insegna che l’unica forza capace di conquistare il cuore degli uomini è la tenerezza di Dio. Ciò che incanta e attrae, ciò che piega e vince, ciò che apre e scioglie dalle catene non è la forza degli strumenti o la durezza della legge, bensì la debolezza onnipotente dell’amore divino, che è la forza irresistibile della sua dolcezza e la promessa irreversibile della sua misericordia”.

Tornare ad offrire al popolo, come all’origine dell’evangelizzazione del continente, ”il grembo” della fede cristiana che accoglie e riconcilia. Questo chiede il Papa:

“Reclínense pues, con delicadeza y respeto, sobre el alma profunda de su gente..."
“Chinatevi con delicatezza sull’anima profonda della vostra gente, siate vescovi di sguardo limpido, di anima trasparente, di volto luminoso. Non abbiate paura della trasparenza. La Chiesa non ha bisogno dell’oscurità per lavorare. Vigilate affinché i vostri sguardi non si coprano con le penombre della nebbia della mondanità; non lasciatevi corrompere dal volgare materialismo né dalle illusioni seduttrici degli accordi sottobanco”. Nel complesso mondo di oggi - spiega il Papa - fatto di giochi di forza e di una vacillante concezione della vita, sappiate intercettare “la domanda che grida nel cuore della vostra gente” e “rispondete che Dio esiste ed è vicino”, ha volto umano. Il vostro sguardo testimoni al popolo di aver visto Gesù, altrimenti “le parole che ricordiamo di Lui risultano soltanto delle figure retoriche vuote”, il balbettare di “orfani accanto al sepolcro”.

Uno sguardo attento e vicino
Con un profondo sguardo spirituale, il Papa raccomanda alla Chiesa messicana che ha di fronte una coraggiosa conversione pastorale per cercare, generare e nutrire i discepoli odierni di Gesù. Prossimità e vicinanza sono le parole chiave, ancora una volta sul modello della vergine Morenita che custodisce e riflette il volto di chi la incontra:

“Sólo una Iglesia que sepa resguardar el rostro de los hombres...”
“Solo una Chiesa capace di proteggere il volto degli uomini che vanno a bussare alla sua porta è capace di parlare loro di Dio. Se non decifriamo le loro sofferenze, se non ci accorgiamo dei loro bisogni, nulla potremo offrire”. No dunque al clericalismo e all’autoreferenzialità.

“No se necesitan «príncipes», sino una comunidad de testigos del Señor...”
“Non c’è bisogno di prìncipi bensì di una comunità di testimoni del Signore”. L’esortazione è invece a conservare comunione e unità: l’una, forma vitale della Chiesa, l’altra prova della sua veracità. “Il Messico” - sottolinea il Papa - “e la sua vasta e multiforme Chiesa hanno bisogno di Vescovi servitori e custodi dell’unità edificata sulla Parola del Signore, alimentata con il suo Corpo e guidata dal suo Spirito che è il respiro vitale della Chiesa”.

Attenzione speciale ai giovani e lotta al narcotraffico
Zelo missionario e formazione dei laici sono le raccomandazioni che il Papa lascia ai vescovi, cui però in particolare affida i giovani. Il loro compito è incrociare i loro sguardi, offrire un grembo materno, specie ai tanti sedotti dal denaro e dai commercianti di morte del narcotraffico, “sfida etica e anticivica”, per la Chiesa e la società, che il Papa prega di non sottovalutare:

“La proporción del fenómeno, la complejidad de sus causas, la inmensidad de su extensión...”
“La proporzione del fenomeno, la complessità delle sue cause, l’immensità della sua estensione come metastasi che divora”, esigono coraggio profetico e un serio progetto pastorale. Occorre cominciare dalle famiglie, dalle periferie esistenziali e coinvolgere comunità, scuole e mondo politico.

Uno sguardo di delicatezza per i popoli indigeni
Importante il ruolo che il Papa affida ai vescovi per il futuro del Messico. Tessete con pazienza come Dio ha fatto, sul manto di Juan Diego, “quell’uomo nuovo che il vostro Paese attende”: fatelo con condiscendenza e umiltà. In particolare uno sguardo di delicatezza il Papa lo chiede per i popoli indigeni e le loro culture “non di rado massacrate”:

“Il México tiene necesidad de sus raíces amerindias para no quedarse en un enigma irresuelto...”
“Il Messico ha bisogno delle sue radici amerinde per non rimanere in un enigma irrisolto”. Gli indigeni del Messico aspettano ancora che venga riconosciuta effettivamente la “ricchezza del loro contributo e la fecondità della loro presenza per ereditare quella identità che vi fa diventare una Nazione unica e non solamente una tra le altre”. Ai vescovi spetta, secondo il Papa, il compito di ricordare la potenza delle radici antiche, di custodire la memoria e suscitare la speranza. Che i vostri sguardi, è l’invito, siano capaci di contribuire all’unità, alla riconciliazione, all’integrazione.

Seguire i migranti anche al di là delle frontiere
Ma l’ultima parola del Papa, al termine del suo ampio discorso ai vescovi, è dedicata alla sfida delle migrazioni. Milioni di figli lasciano il Messico, le loro radici e le loro famiglie. Da qui l’invito:

“Hermanos, que sus corazones sean capaces de seguirlos y alcanzarlos más allá de las fronteras...”
“Fratelli, i vostri cuori siano capaci di seguirli e raggiungerli al di là delle frontiere”, anche con l’aiuto dell’ episcopato statunitense, perché non si trasformino in "esiliati di se stessi". “Testimoniate uniti che la Chiesa è custode di una visione unitaria dell’uomo e non può accettare che sia ridotto a una mera risorsa umana”.

(Da Radio Vaticana)