Papa a Cop23: puntare a stili di vita contro indifferenza e rassegnazione

2017-11-16 Radio Vaticana

di Roberta Gisotti

Soddisfazione per quanto concordato ma anche seria preoccupazione sull’efficacia degli impegni presi se non supportati da una condivisa “coscienza responsabile” di tutti gli Stati.  Così il Papa nel messaggio alla Conferenza Onu sui cambiamenti climatici, Cop23, in corso a Bonn, in Germania.

A guidare i lavori è il primo ministro delle Isole Fiji, Frank Bainimarama. A lui scrive Francesco, richiamando lo “storico Accordo di Parigi”, sottoscritto nel dicembre 2015 da ben 195 Paesi, da cui vogliono però uscire per volontà del presidente Trump gli Stati Uniti. Un accordo – ricorda il Papa – che “indica un chiaro percorso di transizione a basso o nullo consumo di carbonio, incoraggiando alla solidarietà e facendo leva sui forti legami esistenti tra la lotta la cambiamento climatico e quella alla povertà”. Ma, ora da Bonn si attendono – sottolinea Francesco - “linee guida, regole e meccanismi istituzionali” perché si raggiungano gli “obiettivi complessi” posti a Parigi.

Per questo – raccomanda il Papa – bisogna evitare “quattro atteggiamenti perversi” nell’approcciare uno dei fenomeni “più preoccupanti” per l’umanità, “che certo non aiutano alla ricerca onesta e al dialogo sincero e produttivo” per il “futuro del nostro pianeta”. Anzitutto  “negazione”  del problema, poi ”indifferenza” e “rassegnazione”, e “fiducia in soluzioni inadeguate”, un rischio anche più subdolo.

“D’altronde, - sostiene Francesco -  non ci si può limitare alla sola dimensione economica e tecnologica: le soluzioni tecniche sono necessarie ma non sufficienti”. E’ quindi “essenziale e doveroso” considerare “attentamente” “gli impatti etici e sociali del nuovo paradigma di sviluppo e di progresso nel breve, medio e lungo periodo”.

Infine un auspicio del Papa “a prestare attenzione all’educazione e agli stili di vita improntati ad un’ecologia integrale”, capace di “una visione di ricerca onesta e di dialogo aperto”, per agire subito “senza indugio” con “il contributo di tutti”.

(Da Radio Vaticana)