Paesi e popoli martoriati al centro del messaggio di Pasqua del Papa

2016-03-27 Radio Vaticana

Nel messaggio di Pasqua Papa Francesco, dopo aver presieduto in Piazza San Pietro la Santa Messa, ha ricordato le ferite del mondo, “pieno di persone che soffrono nel corpo e nello spirito”. Il Santo Padre, che ha impartito la benedizione Urbi et Orbi dalla Loggia centrale della Basilica Vaticana, si è anche soffermato sul dramma di “efferati delitti che non di rado si consumano tra le mura domestiche” e sulla tragedia “di conflitti armati su larga scala che sottomettono intere popolazioni ad indicibili prove”. Il pensiero del Santo Padre è andato, in particolare, alle popolazioni di Paesi martoriati da guerre, alle vittime del terrorismo e ai migranti. “Gesù Cristo è risorto! L’amore – ha scritto inoltre il Pontefice nel tweet lanciato oggi - ha sconfitto l’odio, la vita ha vinto la morte, la luce ha scacciato le tenebre! Il servizio di Amedeo Lomonaco:

Gesù è la nostra speranza. Solo Dio, con la sua misericordia eterna, può riempire “le voragini spirituali e morali dell’umanità”, i vuoti nei cuori che provocano odio e morte.

Riconciliazione in Siria
Gesù crocifisso e risorto – ha affermato il Papa - “ci dona il suo sguardo di tenerezza e di compassione verso gli affamati e gli assetati, i forestieri e i carcerati, gli emarginati e gli scartati, le vittime del sopruso e della violenza”. Gesù indica sentieri di pace:

“Cristo risorto indica sentieri di speranza alla cara Siria, Paese dilaniato da un lungo conflitto, con il suo triste corteo di distruzione, morte, disprezzo del diritto umanitario e disfacimento della convivenza civile. Alla potenza del Signore risorto  affidiamo i colloqui in corso, affinché con la buona volontà e la collaborazione di tutti si possano raccogliere frutti di pace e avviare la costruzione di una società fraterna, rispettosa della dignità e dei diritti di ogni cittadino”.

Pace in Medio Oriente
“Il messaggio di vita risuonato per bocca dell’Angelo presso la pietra ribaltata nel sepolcro - ha aggiunto il Santo Padre - sconfigga la durezza dei cuori”:

“…E promuova  un incontro fecondo di popoli e di culture nelle altre zone del bacino del Mediterraneo e del Medio Oriente, in particolare  in Iraq, nello Yemen e in Libia”.

In Terra Santa convivano israeliani e palestinesi
Il pensiero del Papa è poi andato alla Terra di Gesù:

“L’immagine dell’uomo nuovo, che splende sul volto di Cristo, favorisca in Terrasanta la convivenza fra Israeliani e Palestinesi, come anche la paziente disponibilità e il quotidiano impegno ad adoperarsi per edificare le basi di una pace giusta e duratura tramite un negoziato diretto e sincero”.

Pace in Ucraina
Il Pontefice ha espresso il proprio auspicio anche per un altro Paese dilaniato dalle violenze:

“Il Signore della vita accompagni pure gli sforzi intesi a raggiungere una soluzione definitiva alla guerra in Ucraina, ispirando e sostenendo anche le iniziative di aiuto umanitario, tra cui la liberazione di persone detenute”.

Terrorismo, forma cieca di violenza
Il Papa ha quindi ricordato le vittime del terrorismo:

“Il Signore Gesù, nostra Pace, che risorgendo ha vinto il male e il peccato, stimoli in questa festa di Pasqua la nostra vicinanza alle vittime del terrorismo, forma cieca ed efferata di violenza che non cessa di spargere sangue innocente in diverse parti del mondo, come è avvenuto nei recenti attentati in Belgio, Turchia, Nigeria, Ciad, Camerun e Costa d’Avorio e Iraq”.

Prospettive di riconciliazione in Africa
Non mancano – ha affermato Papa Francesco - “fermenti di speranza” per le prospettive di pace in Africa:

“Penso in particolare al Burundi, al Mozambico, alla Repubblica Democratica del Congo e al Sud Sudan, segnati da tensioni politiche e sociali”.

In Venezuela si lavori per il bene comune
Gesù – ha detto il Papa - è “la porta della misericordia spalancata per tutti”:

“Il suo messaggio pasquale si proietti sempre più sul popolo venezuelano nelle difficili condizioni in cui si trova a vivere e su quanti hanno in mano i destini del Paese, affinché si possa lavorare in vista del bene comune, cercando spazi di dialogo e collaborazione con tutti”.

Non si dimentichino migranti e rifugiati
L’annuncio del Cristo risorto – ha affermato il Pontefice - ci invita anche a non dimenticare migranti e di rifugiati –  tra cui molti bambini –  “in fuga dalla guerra, dalla fame, dalla povertà e dall’ingiustizia sociale”:

“Questi nostri fratelli e sorelle, sulla loro strada incontrano troppo spesso la morte o comunque il rifiuto di chi potrebbe offrire loro accoglienza e aiuto. L’appuntamento del prossimo Vertice Umanitario Mondiale non tralasci di mettere al centro la persona umana con la sua dignità e di elaborare politiche capaci di assistere e proteggere le vittime di conflitti e di altre emergenze, soprattutto i più vulnerabili e quanti sono perseguitati per motivi etnici e religiosi”.

Non si sfrutti la terra per avido guadagno
In questo giorno glorioso – ha sottolineato poi il Santo Padre - gioisca la terra ricca di splendore ma tanto maltrattata “da uno sfruttamento avido di guadagno, che altera gli equilibri della natura”:

“Penso specialmente a quelle aree colpite dagli effetti dei cambiamenti climatici, che non di rado provocano siccità o violente inondazioni, con conseguenti crisi alimentari in diverse parti del pianeta”.

Si aprano strade di riconciliazione con Dio e con i fratelli
Papa Francesco ha infine esortato a riascoltare con i fratelli e le sorelle “che sono perseguitati per la fede e per la loro fedeltà al nome di Cristo e dinanzi al male che sembra avere la meglio nella vita di tante persone”, la consolante parola del Signore: “Non abbiate paura! Io ho vinto il mondo!”:

“A quanti nelle nostre società hanno perso ogni speranza e gusto di vivere, agli anziani sopraffatti che nella solitudine sentono venire meno le forze, ai giovani a cui sembra mancare il futuro, a tutti rivolgo ancora una volta le parole del Risorto: “Ecco, io faccio nuove tutte le cose … A colui che ha sete darò gratuitamente acqua dalla fonte della vita. Questo rassicurante messaggio di Gesù, aiuti ciascuno di noi a ripartire con più coraggio e con più speranza per costruire strade di riconciliazione con Dio e con i fratelli. ne abbiamo tanto bisogno”.

(Da Radio Vaticana)