Padre Lombardi: la gioia di Francesco e Kirill, cammino verso l'unità

2016-02-12 Radio Vaticana

Un momento storico, una nuova speranza nel cammino verso l'unità, per il Papa e Kirill una grandissima gioia: così il direttore della Sala Stampa vaticana, padre Federico Lombardi, sull’incontro tra Francesco e il Patriarca di Mosca. Ascoltiamolo al microfono di Sergio Centofanti:

R. - Tutti dicono storico, naturalmente, ed è vero. Io direi anche un incontro veramente pieno di gioia, di gioia del Vangelo, di gioia di discepoli di Cristo che sanno di rispondere al desiderio manifestato da Gesù nell’Ultima Cena e di fare un passo in questa direzione dopo un tempo lunghissimo di distanze, di incomprensioni, di separazioni. Ecco, quindi, sembra quasi incredibile che ci siano voluti mille anni perché dei discepoli di Cristo si incontrino, però questo ti dice chiaramente l’importanza di questo fatto. Inoltre, sono i capi di due grandi Chiese: il Papa della Chiesa cattolica sparsa in tutto il mondo e con una incredibile autorità anche religiosa e morale, ma anche il Patriarca Kirill è il capo della Chiesa ortodossa più numerosa e con cui finora il cammino del dialogo aveva incontrato delle difficoltà, mentre si era potuto incontrare oramai - quasi normalmente, vorrei dire -, con il Patriarca di Costantinopoli e anche con altri Patriarchi. Penso agli incontri dei Papi con il Patriarca di Romania, con il Patriarca di Bulgaria, con altri Patriarchi, ecco quello con il Patriarca russo mancava ancora ed è certamente significativo. Credo che questo fatto di essere qui a Cuba in qualche modo rappresenti anche una novità e una originale via di superamento delle difficoltà, nel senso dell’apertura di nuovi orizzonti, cioè colpisce pensare che l’Europa con tutta la sua ricchezza storica é anche un continente complesso in cui forse fare i passi di superamento di divisioni storiche può essere più difficile. Quando ci si pone un po’ veramente in un nuovo orizzonte, una nuova dimensione di apertura al mondo forse si riesce a guardare le cose da un altro punto di vista. E qui appunto è il Papa latinoamericano e questo fatto di trovarsi a Cuba, colpisce. E’ la quarta volta che siamo a Cuba in pochissimo tempo, direi, dal primo viaggio di Giovanni Paolo II, e si manifesta il luogo che ha permesso, appunto, di realizzare questo incontro straordinario. Il Papa quando ha incontrato Kirill ha detto subito “fratello”, ha detto “finalmente”, quindi capiamo il clima in cui l’incontro si sta svolgendo.

D. - Come qual è  il significato da un punto di vista ecumenico e più ampio di questo incontro:

R. - Diciamo che l’ecumenismo è il movimento per cui le diverse Chiese cristiane – in particolare, a partire dal Concilio Vaticano II, ma anche prima evidentemente – comprendono di dover assolutamente superare le divisioni fra loro per rispondere alla volontà di Cristo e per rispondere alle esigenze della  loro missione nel mondo di oggi. La prospettiva è quella della fedeltà alla volontà di Cristo, la prospettiva è quella della consapevolezza dei problemi del mondo di oggi e della comune responsabilità dei cristiani. Quindi, sullo sfondo ci sono tutti i problemi del mondo di oggi: i problemi della famiglia, i problemi della società , i problemi della pace e della guerra, i problemi della povertà, delle migrazioni e così via; e quindi l’umanità, che è in attesa di una parola di consolazione e di conforto, anche di conforto spirituale in un deserto spirituale che si allarga in seguito alla secolarizzazione, e le Chiese cristiane, comprendono di dover rispondere insieme a queste sfide. E’ una cosa bella che tra pochi mesi ci sarà il Sinodo panortodosso, che anche è il termine di un lunghissimo cammino, e che anche la Chiesa cattolica possa manifestare la sua comune vicinanza alle chiese ortodosse in questa situazione.

D. - Abbiamo visto l’abbraccio molto caloroso e sul volto sia di Papa Francesco che di Kirill una grande gioia….:

R. - Sì, sì. Direi proprio che è un incontro di gioia, la gioia evangelica, la gioia di poter fare un passo avanti secondo la volontà del Signore. E’ la risposta ad una lunga attesa. Sappiamo che erano praticamente un paio d’anni che il Patriarca e il Papa si erano manifestati vicendevolmente il desiderio di incontrarsi ed hanno fatto tutto quello che era possibile per arrivare a questo momento. Quindi, è il termine di un lungo cammino … speriamo di un cammino che porti ancora più lontano, verso l’unione.

 

(Da Radio Vaticana)