P. Morra: Padre Pio, Santo del popolo e della misericordia

2016-02-02 Radio Vaticana

E’ sicuramente tra i momenti più attesi dai fedeli in questo Giubileo della Misericordia: verranno traslate oggi a Roma le spoglie di San Pio da Pietrelcina assieme a quelle di San Leopoldo Mandic che venerdì, dopo una solenne e suggestiva processione in Via della Conciliazione, verranno deposte nella Basilica Petrina davanti all’Altare della Confessione. L’evento è preceduto da molte iniziative spirituali e culturali legate al Santo francescano. Ieri, nella Filmoteca Vaticana, è stato presentato un documentario del Ctv dal titolo “Padre Pio. Costruttore di Misericordia” e il libro “La Misericordia in Padre Pio” di Stefano Campanella per le edizioni San Paolo. Durante la presentazione il prefetto della Segreteria per la Comunicazione, mons. Dario Edoardo Viganò, ha sottolineato che Padre Pio è un frate confessore che ha testimoniato lungo tutta la sua vita la forza del perdono di Dio. Dal canto suo, padre Marciano Morra, amico di Padre Pio e confratello del Convento dei Cappuccini di San Giovanni Rotondo, ha ricordato le tante ore passate ogni giorno dal Santo nel confessionale, ricordando che nel solo anno prima della morte si stima che Padre Pio abbia confessato 50 mila persone. Alessandro Gisotti ha chiesto a padre Marciano di raccontare cosa rappresenta per lui e i suoi confratelli la traslazione in San Pietro delle spoglie del Santo:

R. – Per questa folla che lo vedrà è il papà: il papà che sta in mezzo ai figli. E questa è un’immagine molto bella, di Padre Pio. Non è il Santo che sta in Cielo e ha finito e dice “bè, voi datevi da fare” … No! E’ il Santo che ci segue continuamente, altrimenti non si spiega che sul quel Gargano roccioso arrivino ancora migliaia di pellegrini. Nessuno si muove da casa sua se non è certo di avere una ricompensa, di ottenere una grazia. Quindi è il Santo che ancora oggi vive in mezzo al popolo, vive per il popolo.

D. – Lei ha conosciuto, è stato per anni con Padre Pio; anche chi magari – e sono chiaramente pochissimi – non lo conoscono così bene, hanno questa immagine di padre Pio nel confessionale, che lì passa ore, instancabilmente. Questo ha un significato fortissimo in questo Giubileo della misericordia: il perdono …

R. – Chiaro! Teniamo presente che Padre Pio, come giustamente si dice, molte volte alzava la voce e rimproverava. E perché? E’ l’immagine del papà di famiglia. Ci ha i figliuoli e fa in modo che i figliuoli si comportino bene, dà buoni insegnamenti … Ma se il figlio incomincia a deviare, il padre deve intervenire, deve richiamarlo sulla retta via. Se questo non lo fa, non è un papà buono. Padre Pio era un papà buono, che quando si trovava di fronte a un penitente che faceva l’accusa dei peccati ma non aveva nessuna intenzione di cambiare strada, di cambiare vita, alzava la voce e lo rimproverava!

D. – Ricorda anche Papa Francesco che a proposito di parole forti, a volte è proprio sferzante nel condannare il peccato, mentre abbraccia il peccatore …

R. – Bellissimo, Papa Francesco! Possiamo dire che sta interpretando molto Francesco d’Assisi, ma nel campo della guida del popolo prende anche da Padre Pio, perché Padre Pio è moderno: Papa Francesco è moderno, e quindi è una realtà quasi simile … Quindi, Padre Pio è d’aiuto anche a Papa Francesco, non solo con l’intercessione dal cielo, ma anche con la sua testimonianza di vita.

D. – Che cosa rappresenta per lei, che cosa rappresenta per la vostra comunità questa traslazione, questo evento così straordinario?

R. – Bisogna rifletterci un po’ sopra, perché facilmente uno viene preso dal movimento, dall’organizzazione … Questo, a noi frati ci deve far riflettere. Siamo chiamati a battere la sua strada, quella che lui ci ha aperto; far riflettere a noi che siamo frati del popolo, come Padre Pio si sia preoccupato di far crescere quel deserto in cui era e l’ha sviluppato! Noi frati dobbiamo pregare, perché senza preghiera non si fa niente; dobbiamo preoccuparci di rimanere frati del popolo, stare in mezzo al popolo!

(Da Radio Vaticana)