Padre Lombardi: il Papa e il dono di esprimere la tenerezza

2016-02-15 Radio Vaticana

Al termine dell'intensa giornata di ieri del Papa, da Città del Messico alla vicina Ecatepac, Alessandro Guarasci ha raccolto il commento del direttore della Sala Stampa vaticana, padre Federico Lombardi:

R. – Quello che io ho trovato particolarmente ben organizzato è stata l’accoglienza lungo la strada. Dall’eliporto per arrivare alla Messa c’erano tantissime persone. Io credo anche più che sul luogo della Messa. Quindi un’accoglienza estremamente festosa e anche ben preparata: c’erano canti, c’erano gruppi che avevano dei cartoni su cui avevano disegnato le bandiere del Messico, i colori vaticani e così via, tutto insieme in un modo coreografico. E’ stato un itinerario di 9 km veramente molto piacevole ed entusiasmante. Faceva anche impressione al Papa, credo, arrivare con l’elicottero su questa distesa sterminata di case senza interruzioni. A questa grande umanità, a questo grande popolo che vive nelle megalopoli, come gli si annuncia la fede oggi? Come si fa una pastorale in situazioni di questo genere? Sono problemi grandissimi, evidentemente, che il Papa anche personalmente conosce, perché è stato vescovo di una grandissima città come Buenos Aires, grande come Città del Messico.

D. – Dal punto di vista dei contenuti, c’è stato un forte richiamo alla centralità del messaggio cristiano…

R. – Questa era la Messa della prima Domenica di Quaresima e quindi il Papa, come è solito, nella sua omelia è molto fedele ai testi. Quindi è andato veramente un po’ al cuore del messaggio cristiano, che ci è presentato nella prima Domenica di Quaresima come un messaggio di conversione. Le tentazioni di Cristo sono veramente una porta attraverso cui entrare nel discernimento, nell’esame di coscienza propria e della società che ci sta attorno. La tentazione dell’avere, la tentazione della vanità, la tentazione del potere e del volere imporsi sugli altri sono talmente fondamentali e radicali che valgono sempre.

D. – Passando alla visita all’ospedale, lei che cosa ha percepito oltre a quello che si è visto ufficialmente tramite la tv?

R. – Questo grande desiderio del Papa e questa grande capacità del Papa di dimostrare, di portare vicino l’amore del Signore attraverso l’amore vissuto nella vita cristiana da parte di chi riceve l’amore e lo comunica agli altri. Quindi, il Papa ha un dono, certamente, di manifestare vicinanza e tenerezza anche con una certa fisicità, di accarezzare, abbracciare, toccare. L’incontro con un grande affetto, con un amore generoso e tenero, come il Papa riesce a manifestare, è naturalmente di grande conforto.  

(Da Radio Vaticana)