​Ogni giorno 15.000 persone abbandonano le proprie case - Il dramma degli sfollati interni in Africa

2017-12-07 L’Osservatore Romano

Dall’inizio dell’anno ogni giorno in Africa 15.000 persone sono state costrette a scappare da conflitti, violenze e carestie. In tutto il continente si registrano 2,7 milioni di sfollati interni. Il drammatico record del numero di persone in fuga dalle proprie case si registra nella Repubblica democratica del Congo. A denunciarlo è il Centro di monitoraggio degli sfollati interni (Internal displacement monitoring centre, Idmc), una ong che ha sede a Ginevra, in Svizzera. Dall’inizio del 2017, più di 5.500 persone hanno cercato di salvarsi la vita, abbandonando abitazioni e villaggi di origine, nella Repubblica democratica del Congo. Un numero agghiacciante che «supera i drammi degli sfollati di Siria, Yemen e Iraq», ha commentato Ulrika Blom, direttore dell’ufficio in Congo dell’Idmc. «I combattimenti tra gruppi armati e il deteriorarsi della crisi politica rendono l’aerea particolarmente instabile e in generale sono sette milioni le persone in lotta per la sopravvivenza quotidiana». L’ex colonia belga, da due decenni teatro di crisi e conflitti a ripetizione, è per il secondo anno consecutivo il paese al mondo più colpito dal fenomeno dello sfollamento interno. L’allarme in realtà non è nuovo. Ad ottobre le Nazioni Unite avevano innalzato il livello di emergenza per quanto riguarda la crisi umanitaria in atto nel paese dei Grandi Laghi, chiedendo contributi, ma finora meno del 50 per cento dei fondi necessari sono stati raccolti. Un’altra situazione particolarmente drammatica si riscontra nel sud est dell’Etiopia, al confine con la Somalia. Continua senza tregua, a causa della gravissima siccità, il fenomeno degli sfollati dei villaggi del sudest dell’Etiopia, al confine con la Somalia. Nella cosiddetta regione “Somali” del paese, dove la popolazione è etnicamente somala ma di nazionalità etiope, ci sono 264 villaggi con 600.000 sfollati.