Obiettivo fame zero
Rio de Janeiro, 22.
Tra le delegazioni internazionali cresce la consapevolezza che lo strumento indispensabile per raggiungere un tale obiettivo è lo sviluppo rurale, soprattutto con il rilancio e l’ammodernamento della piccola agricoltura. In questo senso si è espresso, tra gli altri, il commissario europeo all’Agricoltura Ue, Dacian Ciolos, secondo il quale «confrontati a una domanda alimentare in costante aumento e a un numero di persone sottoalimentate che raggiunge ormai il miliardo, abbiamo la responsabilità di proporre agli agricoltori delle soluzioni e aiutarli a realizzare un’agricoltura sostenibile».
Ciolos ha ricordato che quasi cinquecento milioni di aziende con meno di due ettari di terreno, a gestione quindi soprattutto familiare, danno sussistenza a due miliardi di persone in Asia e in Africa. «Cerchiamo quindi di immaginare le ripercussioni — ha detto — che potrebbe avere anche un piccolo aumento di produttività, moltiplicato per un mezzo miliardo di aziende, in termini di sicurezza alimentare a livello mondiale». All’Africa, che più subisce la fame, Ciolos ha chiesto di stimolare un’agricoltura locale articolata intorno a organizzazioni di produttori.






