Nord Corea: comunità internazionale condanna nuovo test missilistico

2017-05-15 Radio Vaticana

Ferma condanna dell’Onu dopo il nuovo lancio missilistico della Corea del Nord di domenica scorsa. Secondo Pyongyang il vettore è in grado di trasportare un ordigno nucleare. Il Consiglio di Sicurezza, che si riunirà anche oggi, ha aperto a severe sanzioni in caso di un nuovo test. Secondo diversi osservatori l’attività della Nord Corea sarebbe un messaggio nei confronti di Seul. Gabriella Ceraso ne ha parlato con Antonio Fiori, docente di Storia e Istituzioni dell’Asia all’Università di Bologna:

R. – Sono state fatte delle valutazioni che lasciano intendere che si sia trattato di un nuovo vettore in grado di colpire, senza grossi problemi, non solo il Giappone ma anche l’Isola di Guam dove è situata una base militare americana, ponendo dei quesiti oggettivi rispetto all’avanzamento tecnologico del programma balistico nordcoreano.

D. - Questo pone anche un’ipoteca su un eventuale incontro con gli Stati Uniti, ma anche con la Corea del Sud, entrambi i presidenti si erano detti disponibili

R. - Prima di tutto è necessario comprendere se questa offerta reciproca sia credibile o meno. Sinceramente credo che questo esperimento debba essere visto come una sorta di benvenuto al nuovo presidente sudcoreano e alla sua amministrazione per intendere questo: ”É meglio un colloquio perché noi sappiamo essere molto, molto, aggressivi”.

D. - Proprio al Forum sulla cooperazione di Pechino in cui è arrivata la notizia del test, c’è stato un incontro tra le delegazioni del Nord e del Sud. È possibile che si arrivi ad un summit inter-coreano con la logica della risoluzione delle cose?

R. - Sì. Credo che questa sia una cosa plausibile da immaginare. Il nuovo presidente sudcoreano era il capo dello staff di quel presidente progressista sudcoreano, che dal 2003 al 2008 ha cercato fortemente di restituire una sorta di riappacificazione tra le due Coree, naturalmente giungendo a ottimi risultati e anche a cose meno buone; quindi non è sicuramente una strategia perfetta, ma perfezionabile. Io credo comunque che sia un presidente che abbia intenzione di provare a rimettere in piedi un tavolo negoziale e ristrutturare una sorta di colloquio con la Corea del Nord.

D. - E in questo caso siccome Cina e Russia cercano una soluzione politica dall’altra parte Trump e l’amministrazione americana che posizione prenderebbero?

R. - Washington non sarebbe disposta ad appoggiare questa soluzione se non si arrivasse ad uno smantellamento degli armamenti nord coreani.

D. - Invece il Consiglio di sicurezza dell’Onu che è stato richiamato dal Giappone e dagli Stati Uniti a riunirsi, continua ad aver scarso potere?

R. - Non c’è una volontà di negoziazione; c’è una volontà invece sanzionatoria che non porta sostanzialmente a nessun tipo di obiettivo, perché le sanzioni non hanno portato ad un abbassamento della tensione. Hanno probabilmente soltanto reso la Corea del Nord più povera.

(Da Radio Vaticana)